Terrorismo internazionale in Siria
Gli eventi recenti in Siria hanno nuovamente posto in evidenza il problema del terrorismo internazionale in questo paese già martoriato dalla guerra e dal terrorismo.
Dallo scorso mercoledì, la Siria è stata nuovamente teatro di disordini causati dalle attività di gruppi terroristici. Dal 2011 al 2018, il paese aveva già affrontato una vasta guerra contro il terrorismo. Tuttavia, i disordini attuali, pur essendo ancora legati ai gruppi terroristici, presentano condizioni differenti rispetto al precedente conflitto durato sette anni.
Da un lato, i terroristi non sono più frammentati in molteplici fazioni, ma combattono quasi tutti sotto la bandiera di Tahrir al-Sham. Dall’altro, dispongono di equipaggiamenti più moderni, come droni kamikaze, e non si limitano più a combattimenti terrestri contro il governo siriano.
Un altro elemento distintivo è che, a differenza del passato, i terroristi non adottano un approccio particolarmente violento verso la popolazione, evitando di diffondere paura e terrore in modo significativo. A livello mediatico, stanno gestendo l’opinione pubblica a loro favore, diffondendo notizie false, come presunti colpi di stato contro Bashar al-Assad, e amplificando i loro presunti successi sul campo.
Tutto ciò indica che le azioni dei terroristi sono orchestrate e pianificate dai loro sostenitori esterni, in particolare dalle forze sionista-americane. Come ha affermato Hussein Akbari l'ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran a Damasco, la Siria è di nuovo in balia alla lotta al terrorismo internazionale.
Akbari ha sottolineato il ruolo distruttivo di alcuni paesi della regione nel supportare i gruppi terroristici nelle città di Hama e Idlib, alimentando guerre e spargimenti di sangue. Considerando le risorse recentemente messe a disposizione di questi gruppi terroristici, sembra evidente che essi siano collegati a paesi occidentali e regionali per quanto riguarda il reclutamento e l’organizzazione delle forze, la pianificazione e l’esecuzione delle operazioni, nonché la supervisione, il controllo, la guida e il coordinamento delle attività terroristiche.
Il coordinamento con i media occidentali per diffondere informazioni false, notizie distorte e video fuorvianti sugli sviluppi in Siria è parte della guerra psicologica condotta dall’Occidente per sostenere i terroristi in Siria.
Nel frattempo, il direttore dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha dichiarato che, prima dell’inizio degli attacchi, ufficiali provenienti dall’Europa orientale erano giunti in Siria per addestrare i terroristi all’uso di droni. Alcuni analisti, facendo riferimento al passato sostegno degli Stati Uniti ai gruppi terroristici per fomentare guerre in Siria e nella regione, sottolineano come Washington abbia cercato in passato di creare gruppi terroristici con l'obiettivo di isolare la Siria, e affermano che non ci sono dubbi sul fatto che gli Stati Uniti e i loro alleati stiano attuando un complotto terroristico in Siria. Anche esperti militari evidenziano il ruolo del regime sionista nelle attuali insicurezze del paese.
Al di là delle smentite da parte dei paesi occidentali, in particolare degli Stati Uniti, sul loro sostegno ai gruppi terroristici in Siria, il loro ruolo è ormai stato evidenziato agli occhi delle popolazioni della regione. Da decenni, i popoli del Vicino Oriente sono vittime del gioco dell’Occidente, che agisce sotto il pretesto della lotta al terrorismo.
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