Architettura dell’Hormozgan; dove l’ingegno climatico si intreccia con il patrimonio marittimo
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Architettura dell’Hormozgan; dove l’ingegno climatico si intreccia con il patrimonio marittimo
Pars Today – La provincia di Hormozgan, nel sud dell’Iran, formatasi dal notevole contrasto tra i deserti roventi e l’azzurro brillante del Golfo Persico, ha conservato una storia straordinaria non attraverso imponenti edifici imperiali, bensì nell’architettura adattata alla vita quotidiana.
La regione Hormozgan, situata nel sud dell’Iran, è da lungo tempo riconosciuta come uno dei più importanti punti di intersezione delle rotte commerciali marittime e delle carovane. Questa posizione strategica, insieme alle condizioni climatiche calde e umide, ha portato alla formazione di tradizioni architettoniche peculiari sviluppatesi direttamente in risposta alle esigenze ambientali, sociali ed economiche della regione. Secondo quanto riportato da Pars Today citando Press TV, il patrimonio architettonico di questa regione può essere considerato un insieme di soluzioni ingegnose, che comprendono spazi religiosi adattati al clima, strutture difensive e commerciali per la protezione e la comunicazione, e sistemi avanzati di deposito dell’acqua per garantire la sopravvivenza.
Questo complesso architettonico, che include moschee costiere, una rete di fortezze e caravanserragli, e ampie cisterne d’acqua, testimonia l’impegno delle popolazioni del sud dell’Iran nel creare un ambiente armonizzato con la natura e con le esigenze della vita quotidiana. Queste strutture, quali esempi significativi di architettura locale, costituiscono una prova della capacità delle comunità indigene di adattarsi a condizioni climatiche difficili e di sfruttare risorse limitate.
Le moschee storiche dell’Hormozgan, situate lungo le coste del Golfo Persico, rappresentano un esempio eminente di questo adattamento architettonico. A differenza delle maestose moschee di città come Isfahan e Shiraz, note per le grandi cupole e i progetti a quattro Eivan (terrazze), le moschee dell’Hormozgan presentano una struttura più semplice ma pienamente funzionale. Questi edifici sono stati costruiti principalmente negli ultimi tre secoli e la loro formazione è il risultato di un’interazione diretta con le condizioni ambientali, le limitazioni dei materiali locali e le influenze culturali derivanti dai contatti marittimi.
Una delle caratteristiche più importanti di queste moschee è l’utilizzo del modello shabestan–Eivan. Lo shabestan, che costituisce lo spazio principale di culto, è progettato come una sala colonnata con soffitti piani o ad arco. Questa struttura, creando ombra e facilitando la circolazione dell’aria, fornisce un ambiente fresco e adatto alla preghiera. A differenza di molte moschee iraniane, questi edifici generalmente sono privi di cupola, poiché i soffitti piani o ad arco offrono una migliore prestazione nella riduzione del calore. Accanto allo shabestan, i grandi Eivan in quanto spazi semiaperti, svolgono un ruolo importante nel creare un collegamento tra lo spazio interno ed esterno e rendono possibile l’interazione sociale.
L’organizzazione spaziale di queste moschee dimostra anch’essa flessibilità nella progettazione. Sebbene il cortile centrale sia considerato uno degli elementi principali dell’architettura delle moschee iraniane, nell’Hormozgan la posizione dei cortili varia a seconda delle condizioni ambientali e della direzione del vento. Questo approccio indica la priorità attribuita alla funzionalità e al comfort climatico, piuttosto che all’adesione a modelli architettonici fissi. Inoltre, ingressi separati per uomini e donne riflettono l’attenzione alla struttura sociale e alla tutela della privacy, e i percorsi di circolazione sono progettati in modo tale che le persone passino gradualmente dallo spazio pubblico a quello spirituale.
L’esterno di queste moschee è spesso semplice, ma i loro interni sono decorati con stucchi comprendenti motivi geometrici e vegetali. Queste decorazioni, pur nella loro semplicità, testimoniano l’abilità degli artigiani locali e l’uso di materiali autentici come gesso, pietra e argilla. Esempi quali la Moschea Malik ibn Abbas a Bandar Lengeh, la Moschea Galedari di Bandar Abbas e la Moschea Kerchi attestano la continuità di questa tradizione architettonica in diversi periodi storici.
Accanto alle moschee, anche le fortezze e i caravanserragli dell’Hormozgan costituiscono una parte importante del patrimonio architettonico della provincia. Queste strutture, sparse nelle regioni montuose, lungo le coste e sulle isole, svolgevano un ruolo fondamentale nella protezione delle rotte commerciali e nel garantire la sicurezza regionale. Le fortezze portoghesi nelle isole di Hormoz e Qeshm sono tra gli esempi più significativi, costruite nel 16esimo secolo. Queste fortezze, con mura spesse, torri di avvistamento, magazzini per equipaggiamenti e risorse idriche, erano utilizzate come centri militari e difensivi. La presenza dei portoghesi in questa regione durò oltre un secolo, finché nel 1623 le forze safavidi, sotto il comando di Shah Abbas, riconquistarono queste aree.
Nelle regioni interne furono costruite anche fortezze come Goharan e Kamiz che, oltre al ruolo difensivo, erano utilizzate come centri amministrativi e governativi. La presenza di fossati, pozzi profondi e strutture solide in queste fortezze dimostra l’importanza della sicurezza e dell’approvvigionamento di risorse vitali in condizioni di crisi. Anche i caravanserragli, in quanto centri di sosta, riposo e scambio di merci, svolgevano un ruolo importante nello sviluppo del commercio e delle comunicazioni regionali e consolidarono la posizione dell’Hormozgan come una delle principali porte del commercio globale.
Le cisterne d’acqua rappresentano un altro elemento fondamentale dell’architettura locale dell’Hormozgan, costituendo una risposta diretta alla scarsità delle risorse idriche e alle condizioni climatiche aride della regione. Queste strutture, con progettazione sotterranea e utilizzo di cupole in pietra, permettevano il deposito e la conservazione dell’acqua in condizioni adeguate. Le cisterne, oltre alla loro funzione vitale, erano riconosciute anche come simbolo di cooperazione sociale e spesso venivano costruite con la partecipazione collettiva.
Esempi come la cisterna Darya Dowlat a Bandar Kong dimostrano la competenza degli ingegneri locali nella progettazione di sistemi di deposito e gestione dell’acqua. Queste strutture erano dotate di sistemi di convogliamento, filtrazione e distribuzione dell’acqua e svolgevano un ruolo importante nel soddisfare le esigenze quotidiane della popolazione. Sebbene oggi sistemi moderni abbiano sostituito molte di queste strutture, le cisterne continuano a essere riconosciute come simbolo di sapere indigeno, solidarietà sociale e adattamento all’ambiente.
Nel complesso, il patrimonio architettonico dell’Hormozgan riflette un’interazione intelligente tra l’essere umano e la natura e le condizioni ambientali. Queste strutture mostrano come le comunità locali, facendo ricorso al sapere tradizionale, siano riuscite a creare un ambiente sostenibile e adeguato alle proprie esigenze. Questo prezioso patrimonio non solo esprime la storia e la cultura della regione, ma costituisce anche un esempio della capacità dell’uomo di adattarsi alle sfide naturali e di utilizzare l’architettura come strumento di sopravvivenza e progresso.