La distruzione del drone è un duro colpo all’industria degli armamenti USA
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Hossein Salami, Comandante del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) dell’Iran,...
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Lug 09, 2019 07:20 Europe/Rome
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Hossein Salami, Comandante del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) dell’Iran,...

dichiarava che l’abbattimento del drone era un “chiaro messaggio” a Washington sulla disponibilità di Teheran a reagire a un attacco. Mohammad Marandi, professore all’Università di Teheran, affermava che “Questa non è la prima volta che i droni statunitensi vengono abbattuti in Iran, e gli statunitensi hanno già violato lo spazio aereo iraniano in diverse occasioni. In un’occasione gli iraniani dirottarono un drone statunitense facendolo atterrare sul suolo iraniano. Nessuno in Iran si fida degli Stati Uniti, in particolare, nessuno si fida di Trump”, concludeva il professore, ricordando l’abbattimento, il 3 luglio 1988, del Volo 655 dell’Iran Air, quando l’aereo di linea iraniano fu abbattuto da un missile sparato dall’incrociatore USS Vincennes dell’US Navy, uccidendo 290 persone. “A quel tempo gli Stati Uniti mentirono e i media occidentali ripresero acriticamente la posizione del governo degli Stati Uniti, mentendo sfacciatamente per far sembrare che fosse colpa della compagnia aerea iraniana e giustificare il crimine. Era chiaro che l’aereo agiva come qualsiasi altro aereo di linea agiva”. Il presidente degli Stati Uniti George HW Bush disse che non si sarebbe mai scusato per tale crimine, non importa quali fossero i fatti. Infine, Marandi affermava che sarebbe “un grosso errore del presidente degli Stati Uniti Donald Trump dare retta ai cosiddetti esperti sull’Iran che dicono ai nordamericani che se attaccano, gli iraniani non risponderebbero. A mio parere, la risposta dell’Iran sarebbe implacabile e sproporzionata, perché gli iraniani non solo reagiranno contro l’aggressione ma attaccheranno anche i Paesi che permettono agli Stati Uniti di attuare gli attacchi”, come Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita, avvertendo che “se il popolo affrontasse gli Stati Uniti, che siano governi o cittadini, tutti la pagheranno, perché il benessere mondiale dipende dall’energia che proviene dalla regione del Golfo Persico”.

 

 

 

Nel frattempo, gli iraniani smentivano la pretesa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di aver ricevuto un messaggio per colloqui bilaterali, aggiungendo che le notizie al riguardo spacciate dalla Reuters sono completamente false. L’SNSC, il Consiglio della Sicurezza Nazionale iraniano smentiva categoricamente le affermazioni di Reuters secondo cui Teheran aveva ricevuto un messaggio segreto da Donald Trump attraverso l’Oman per avvertire che l’attacco statunitense all’Iran fosse imminente, in risposta all’intercettazione e distruzione di un drone-spia statunitense tipo Global Hawk, un MQ-4C Triton, avvenuto per opera della difesa aerea iraniana sul Kouh-e Mobarak, nel distretto di Jask, nella provincia di Hormuzgan, dopo che il velivolo aveva violato lo spazio aereo dell’Iran. Il Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) fece una seconda dichiarazione sull’abbattimento del drone-spia statunitense, “Il drone-spia Global Hawk era decollato da una delle basi delle forze statunitensi nel sud del Golfo Persico, alle 00:14 di oggi, e aveva spento tutti i sistemi di identificazione amico-nemico, e il volo continuò dallo stretto di Hormuz al porto di Chabahar in modalità furtiva totale. Il drone iniziò a raccogliere informazioni con un’operazione di spionaggio quando tornava verso la parte occidentale della regione presso lo Stretto di Hormuz, violando lo spazio aereo sul territorio della Repubblica Islamica dell’Iran. Il sistema di difesa aerea delle Forze Aerospaziali del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica inquadrò e distrusse il velivolo nemico entrato nello spazio aereo territoriale dell’Iran alle 4:05”.

Dopo l’incidente, il Ministero degli Esteri iraniano dichiarò “Noi protestiamo con forza contro tali aggressive provocazioni e avvertiamo su qualsiasi volo illegale e aggressivo di qualsiasi oggetto volante ostile straniero sui cieli del Paese e la violazione del suo spazio aereo”. Inoltre, il Comandante generale dell’IRGC, Hossein Salami, confermava che “All’alba, le Forze aerospaziali dell’IRGC abbattevano con bravura un drone-spia nemico che aveva violato i nostri confini e la nostra sicurezza nazionale. I confini sono le nostre linee rosse e ogni nemico che li viola non tornerà a casa e sarà annientato, i nemici possono solo rispettare l’integrità territoriale e gli interessi nazionali dell’Iran. Dichiariamo che non vogliamo la guerra con alcun Paese, ma siamo completamente pronti alla guerra e l’incidente di oggi è stato un chiaro esempio di questo preciso messaggio”.

Il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif dichiarava “Il drone statunitense è decollato dagli Emirati Arabi Uniti in modalità stealth e violava lo spazio aereo iraniano. Abbiamo recuperato sezioni del drone militare statunitense nelle nostre acque territoriali, dove fu abbattuto”.

 

Quale arma iraniana aveva abbattuto un drone così sofisticato?

L’UAV MQ-4C Triton dell’US Navy fu intercettato e distrutto dal sistema di difesa aerea 3-Khordad, sistema di produzione iraniana facente parte della famiglia Raad basata sul sistema di difesa aereo tattico russo Buk-M2 (gli altri sistemi di questa famiglia sono Tabas, Alamalhoda, Raad-2 che differiscono essenzialmente per i sistemi radar e di puntamento impiegati). Il drone fu abbattuto alle 4:05, quando era entrato nello spazio aereo iraniano, centrato dai missili sparati da un sistema di difesa aerea 3-Khordad, sistema di difesa aerea a medio raggio iraniano, entrato in servizio nel 2014 e dotato di un radar planare in grado di intercettare 4 bersagli contemporaneamente e di lanciargli contro 8 missili.

La distruzione del drone statunitense è un evento importante, essendo una sconfitta per gli Stati Uniti, secondo Ulrike Esther Franke, esperta di sicurezza al Consiglio europeo delle relazioni estere (ECFR), “Questo drone è il più grande del mondo e dispone di attrezzature all’avanguardia”, la cui perdita gli Stati Uniti non potevano ignorare, essendo un velivolo furtivo che vola ad alta quota. Un incidente che danneggerebbe il prestigio tecnico-militare delle forze armate statunitensi.

Alessandro Lattanzio

Fonte: Aurorasito