Iran e Usa sull’orlo della guerra per colpa dell’Europa
Teheran dà l’ultimatum: sarà possibile dialogare con gli americani solamente dopo che verranno rimosse le sanzioni e per l’Unione europea questa è l’ultima opportunità di non violare gli accordi. A giudicare dalla situazione, Teheran non è intenzionata a trattare ed è già giunta all’attuazione di alcune sue inquietanti promesse.
Teheran avverte l'Occidente della ripresa delle proprie attività nucleari se i partner europei non si atterranno ai loro obblighi ai sensi dell’accordo sul nucleare. Rimane poco tempo. A partire dal 7 giugno riporteremo il reattore di Arak allo stato precedente, ovvero a quello stato che secondo voi (nazioni straniere) è pericoloso e che lascia aperta la possibilità della produzione di plutonio”, ha dichiarato il presidente Rouhani. Secondo l’Accordo sul nucleare iraniano (JCPOA), Teheran si era impegnato a trasformare il reattore di Arak in una struttura per la ricerca sul nucleare a fini pacifici e per la produzione di radioisotopi da impiegare nei settori della medicina e dell’industria. Il reattore così ammodernato non sarebbe stato in grado di produrre plutonio a fini bellici. L’Iran giustifica quest’ultimatum affermando che Washington sta violando l’accordo sul nucleare e sta introducendo sanzioni. Inoltre, i restanti Paesi dell’Accordo (Germania, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia) non sono in grado di risolvere il problema. Dalle nazioni europee da tempo ci si aspetta l’avvio di INSTEX, il meccanismo congiunto di pagamenti con l’Iran che permette di concludere accordi aggirando le sanzioni americane. L’accordo su INSTEX è stato raggiunto già a gennaio, ma è solo da poco che si vedono avanzamenti veri e propri. L’UE ha dichiarato solamente il primo luglio che il meccanismo di pagamenti con l’Iran sarà attuato. Ha comunicato anche la sua intenzione di connettere al meccanismo anche operatori di Paesi terzi. Si trattava in particolare della Russia, nazione in cui l’efficacia di un tale meccanismo suscita qualche perplessità. In particolare, quest’argomento è stato affrontato dal Ministero russo degli Esteri. Il ministro Sergey Lavrov ha affermato che INSTEX, per la creazione del quale ci è voluto quasi un anno, non è ancora servito per concludere nemmeno un contratto. Inoltre, questo meccanismo non è stato ideato per il commercio di greggio, ovvero il principale interesse dell’Iran. “(INSTEX è volto a garantire) aiuti umanitari che non rientrano tra le sanzioni americane e nemmeno per tutti coloro che desiderano commerciare con l’Iran, ma solo per i membri dell’UE”, ha sottolineato Lavrov.