La Grande Muraglia di Gorgan: una meraviglia ingegneristica dell’epoca sasanide
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La Grande Muraglia di Gorgan: una meraviglia ingegneristica dell’epoca sasanide
Pars Today – Sotto il suolo arso dal sole del nord dell’Iran si cela una struttura proveniente da un passato imperiale e da un genio ingegneristico che viene paragonata a pari passo con le più celebri barriere difensive del mondo antico.
La Grande Muraglia di Gorgan, situata nella provincia del Golestan, nel nord-est dell’Iran, con un’estensione di circa 200 chilometri dalle montagne dell’Alborz fino al Mar Caspio, testimonia la potenza e la complessità dell’Impero sasanide: un’impresa colossale che proteggeva uno dei più grandi imperi della storia dalle incursioni delle tribù nomadi delle steppe settentrionali. Secondo quanto riportato da Pars Today citando Press TV, questa imponente muraglia, spesso oscurata dalla fama dei suoi più noti omologhi cinese e romano e conosciuta localmente come il “Serpente Rosso” per via dei suoi caratteristici mattoni cotti, rappresenta l’apice dell’architettura militare antica, dell’ingegneria e dell’organizzazione logistica.
Le sue tecniche costruttive furono rivoluzionarie per l’epoca, e le sue fortezze silenziose sussurrano le storie di un esercito imperiale disciplinato che un tempo proteggeva il cuore prospero dell’Iran dalle invasioni.
La Grande Muraglia di Gorgan non è semplicemente un muro, ma un sistema difensivo integrato di straordinaria complessità, la cui riscoperta e analisi scientifica hanno reso necessaria una rivalutazione delle capacità dei Sasanidi e del loro ruolo vitale nelle dinamiche geopolitiche dell'antichità remota.
Le dimensioni fisiche imponenti della Grande Muraglia di Gorgan, costruita tra il quinto e il settimo secolo d.C., ne rivelano l’importanza globale. Con una lunghezza approssimativa di 200 chilometri, essa è considerata la più lunga barriera antica dotata di forti e fortificazioni.
Per comprendere la scala della Grande Muraglia di Gorgan, basti dire che essa è più lunga, nel complesso, del Vallo di Adriano e del Vallo Antonino in Gran Bretagna messi insieme, e supera di oltre tre volte la lunghezza della più lunga muraglia difensiva romana, il Vallo di Anastasio nei pressi di Costantinopoli.
L’aspetto più straordinario della Grande Muraglia di Gorgan non è però la sua lunghezza, bensì le soluzioni ingegneristiche necessarie per la sua costruzione.
La steppa priva di alberi e di pietre della pianura di Gorgan non offriva alcun materiale edilizio tradizionale. Gli ingegneri sasanidi risposero a questa sfida con un’ambizione mozzafiato, decidendo di costruire l’intera struttura utilizzando mattoni cotti.
Le stime indicano che furono necessari circa 200 milioni di mattoni, ciascuno del peso approssimativo di 20 chilogrammi. Per produrre una quantità così enorme direttamente sul posto, i costruttori crearono una vera e propria linea di produzione industriale lungo il tracciato della muraglia.
Le indagini archeologiche hanno rivelato l’esistenza di fornaci per la cottura dei mattoni disposte a intervalli molto ravvicinati, ogni 37–86 metri, per un totale stimato tra le 3000 e le 7000 fornaci.
Tuttavia, la cottura di questi mattoni comportava un’altra sfida colossale: richiedeva una fonte d’acqua vasta e affidabile. La risposta dei Sasanidi a questo problema fu un autentico capolavoro di ingegneria.
Essi scavarono un canale principale che correva lungo il percorso della muraglia, con una profondità minima di 5 metri. Questo canale era alimentato da un complesso sistema di canali di fornitura dell’acqua.