Perché gli analisti americani hanno riconosciuto la deterrenza missilistica dell'Iran?
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Missile balistico iraniano
Pars Today - Gli analisti americani ritengono che la capacità missilistica dell'Iran sia molto avanzata e deterrente.
Diversi eminenti esperti politici e militari americani, tra cui Jeffrey Sachs, Douglas McGregor e Scott Ritter, hanno avvertito che qualsiasi attacco statunitense all'Iran sarebbe un grave errore, poiché la capacità missilistica dell'Iran è molto avanzata e deterrente. Secondo loro, Israele e le forze americane nella regione potrebbero essere gravemente danneggiate in caso di conflitto, e le perdite militari americane innescherebbero una forte reazione interna.
Analisti americani come Jeffrey Sachs, Douglas McGregor e Scott Ritter, con diversi background accademici, militari e di intelligence, hanno riconosciuto la deterrenza missilistica dell'Iran sulla base di prove oggettive e analisi strategiche.
Questa ammissione si basa su una valutazione realistica di diversi fattori chiave.
- Le dimensioni, la varietà e l'ampiezza dell'arsenale missilistico iraniano sono impressionanti. L'Iran possiede uno dei più grandi arsenali di missili balistici dell'Asia occidentale, che comprende missili a corto, medio e soprattutto lungo raggio ad alta precisione. Questi missili a lungo raggio sono in grado di colpire punti strategici in tutta la regione, comprese le basi militari statunitensi e alleate.
- I missili iraniani sono estremamente precisi ed efficienti. Documenti e rapporti analitici mostrano che l'Iran ha compiuto progressi significativi negli ultimi anni nell'aumentare la precisione di puntamento dei suoi missili attraverso sistemi avanzati di navigazione e puntamento e tecnologie di manovra finale delle testate missilistiche. Ciò significa che questi missili non sono solo un mezzo per colpire grandi obiettivi nemici, ma possono anche colpire obiettivi specifici e preziosi, anche di piccole dimensioni, con elevata precisione.
- La strategia di infiltrazione e la creazione di una rete di alleati nella regione (l'asse della resistenza) ha permesso all'Iran di espandere le sue capacità missilistiche in modo decentralizzato e da diverse posizioni. Ciò rende qualsiasi piano operativo per contrastare le capacità missilistiche dell'Iran estremamente complesso e costoso, poiché il nemico americano e sionista non si troverà di fronte a un punto o a una posizione fissa, ma piuttosto a una rete di minacce multilaterali.
- Le capacità missilistiche dell'Iran sconvolgono i calcoli costi-benefici del nemico. Questi analisti ritengono che qualsiasi azione militare aggressiva contro l'Iran potrebbe essere contrastata da una risposta missilistica diffusa, rapida e devastante da parte dell'Iran e dei suoi alleati regionali a livello regionale. Questa risposta potrebbe infliggere pesanti perdite e perdite finanziarie alle forze americane e ai suoi alleati chiave, in particolare al regime sionista, e mettere a repentaglio la stabilità dell'intera regione e il flusso di petrolio. Da questa prospettiva, il costo di un conflitto su vasta scala per gli interessi americani nella regione è potenzialmente valutato molto maggiore di qualsiasi possibile beneficio.
A questo proposito, il Maggior Generale Seyyed Abdolrahim Mousavi, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, ha chiarito: Sebbene siamo preparati, non siamo realmente interessati a scatenare una guerra regionale; Sebbene gli obiettivi della guerra regionale siano gli aggressori, in ogni caso una guerra regionale ostacolerà il progresso e lo sviluppo della regione per anni, e le sue conseguenze ricadranno sui guerrafondai, ovvero gli Stati Uniti e il regime sionista.
Allo stesso tempo, la capacità missilistica dell'Iran implica l'esistenza di una catena completa di capacità, ovvero la capacità di progettare e produrre in serie, la disponibilità di infrastrutture di lancio fisse e mobili (come i lanciatori difficili da tracciare e distruggere), l'esistenza di vari missili balistici e da crociera per diverse missioni e la capacità di lanciarli in gran numero in breve tempo (sbarramento missilistico).
Questo complesso integrato e diversificato presenta a qualsiasi sistema antimissile nemico, come Patriot o THAAD, la grande sfida di affrontare bersagli multipli e aumenta notevolmente la possibilità che i missili iraniani colpiscano i loro obiettivi. Di conseguenza, i missili iraniani non agiscono come uno strumento di attacco primario per iniziare una guerra, ma come un forte deterrente. Questa capacità ha trasformato l'opzione militare per gli Stati Uniti e i suoi alleati da un "attacco rapido e a basso costo" a uno scenario "ad alto rischio, costo elevato e imprevedibile". Si tratta dello stesso concetto di deterrenza efficace che gli analisti americani hanno ammesso sulla base di calcoli militari e strategici. Essi confermano praticamente che l'equilibrio di potere nella regione è cambiato con questa capacità iraniana chiave e decisiva e che ha raggiunto una soglia di deterrenza accettabile contro le minacce militari.
Un altro problema è che l'Iran, consapevole dell'importanza della sua capacità missilistica, non negozierà su questo tema in nessuna circostanza. Sempre a questo riguardo il ministro degli Esteri iraniano Seyyed Abbas Araghchi ha dichiarato il 6 febbraio che "il potere missilistico dell'Iran non potrà essere negoziato né adesso né in futuro, perché si tratta di una questione puramente di difesa e quindi non è negoziabile. Le questioni regionali sono legate alla regione stessa e non hanno nulla a che fare con paesi esterni. A parte questo, la questione missilistica è una questione interna che riguarda il popolo iraniano e nessuna parte straniera può interferire nei nostri affari interni. Lo abbiamo affermato più volte". Il ministro degli Esteri iraniano ha inoltre sottolineato l'8 febbraio che "le questioni missilistiche e regionali sono fuori dall'agenda dei negoziati, il che significa che non sono mai state incluse, non lo sono state e non lo saranno. L'argomento dei negoziati è puramente nucleare e continuerà ad esserlo".