Generale Abdollahi: «Trump aspetti le sorprese dell’Iran»
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Il generale di corpo d’armata Ali Abdollahi, comandante del Quartier generale centrale Khatam al-Anbia
Pars Today - Il comandante del Quartier generale centrale Khatam al-Anbiya ha dichiarato che «Trump finora ha annunciato “molte sorprese”, utilizzando le sue stesse parole, ma ora deve aspettare le sorprese dell’Iran».
Il generale di corpo d’armata Ali Abdollahi, comandante del Quartier generale centrale Khatam al-Anbia, ha diffuso un messaggio in occasione del martirio del segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza nazionale dell’Iran, del capo dell’Organizzazione Basij dei Mostazafin e dei marinai del cacciatorpediniere Dena.
Nel messaggio si legge che «le Forze Armate iraniane, con l’aiuto di Dio e con il sostegno del popolo, hanno infranto il falso orgoglio del nemico e del presidente americano Trump», definito «illuso». Ha aggiunto che «questa è la prima volta in cui gli Stati Uniti, superpotenza mondiale, ammettono di essere stati costretti a piegarsi davanti alla volontà divina di un popolo resistente e di Forze Armate potenti, divenendo non solo oggetto di scherno da parte dei leader del mondo, ma anche di derisione da parte del proprio popolo e dei dirigenti del proprio Paese».
Abdollahi ha affermato che «Trump finora ha annunciato “molte sorprese”, utilizzando le sue stesse parole, ma ora deve aspettare le sorprese dell’Iran». Ha aggiunto che «agli Stati Uniti e al regime sionista è stato dimostrato sul campo che il popolo iraniano si oppone all’ingiustizia e all’aggressione dei suoi nemici e che, sotto pressione, la sua resistenza cresce ancora di più. Questo», ha detto, «è il principale fattore della sconfitta del nemico. Per questo motivo, egli prende di mira donne, uomini, bambini e i centri che forniscono servizi alla popolazione, arrivando a non risparmiare neppure un neonato di tre giorni».
Il generale di corpo d’armata Abdollahi ha sottolineato che simili azioni rappresentano i più grandi segnali della sconfitta e della disperazione del nemico «più predatore e prepotente del mondo».