Araghchi: «Insicurezza nel Golfo Persico causata dell'aggressione del nemico»
-
Sayyed Abbas Araghchi, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, e Wang Yi, Ministro degli Affari Esteri della Cina
Pars Today - I ministri degli Esteri di Iran e Cina hanno discusso in un colloquio telefonico degli ultimi sviluppi relativi alla Guerra del Ramadan.
Il Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, Sayyed Abbas Araghchi, e il Ministro degli Affari Esteri della Cina, Wang Yi, hanno esaminato in un colloquio telefonico gli sviluppi regionali e le conseguenze dell'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran.
Nel corso della conversazione, Araghchi ha descritto le aggressioni e i crimini commessi da Washington e dal regime sionista contro l'Iran come la causa principale dell'attuale situazione nella regione. Il capo della diplomazia iraniana ha ribadito la ferma determinazione di Teheran a continuare a difendere la propria sovranità nazionale e integrità territoriale fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi, «facendo pentire il nemico per aver commesso questa brutale aggressione».
Araghchi ha definito la situazione nello Stretto di Hormuz inseparabile dalle dinamiche generali della regione: «L'insicurezza imposta al Golfo Persico e allo Stretto di Hormuz deriva dall'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran. Le misure e i preparativi adottati da Teheran sono conformi al diritto internazionale e in linea con la difesa della sovranità e della sicurezza nazionale iraniana, al fine di impedire agli aggressori di sfruttare questa via marittima per compiere atti ostili contro l'Iran».
Da parte sua, il Ministro degli Affari Esteri cinese ha ribadito la posizione di principio del suo Paese, condannando l'attacco illegale di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica e la violazione della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale iraniana. Richiamando le ottime relazioni tra i due Paesi, Wang Yi ha dichiarato: «Pechino ribadisce la necessità di porre fine ai comportamenti prepotenti nell'arena internazionale e sottolinea l'importanza di rispettare la diplomazia e il diritto internazionale per la risoluzione delle controversie».