Fath 360, il lanciamissili della Repubblica Islamica
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Sistema lanciamissili Fath 360
Pars Today – Le Pubbliche Relazioni dei Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato in un comunicato l'esecuzione della seconda fase dell'86ª ondata dell'Operazione Promessa Veritiera 4.
In continuità con l'86ª ondata dell'Operazione Promessa Veritiera 4, il polo industriale di Neot Hovav a Beersheba, nel sud dei territori occupati, è stato colpito dai sistemi missilistici balistici a propellente solido e liquido della Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione. Nel corso dell'operazione, i missili balistici e i droni d'attacco iraniani hanno preso di mira anche i centri militari del regime nel deserto del Negev, il comando settentrionale del regime e i centri di sicurezza governativi nella Gerusalemme occupata e a Tel Aviv.
L'impiego di missili balistici e di sistemi missilistici da parte dei Guardiani della Rivoluzione per colpire gli obiettivi del nemico americano e sionista rappresenta uno dei capitoli più brillanti della Guerra del Ramadan. Tra i sistemi d'arma a disposizione dell'Iran spicca il sistema lanciamissili Fath 360.
Le direttrici dello "sviluppo basato sulla conoscenza" e della "produzione nazionale" hanno permesso al potenziale missilistico dell'Iran di compiere enormi passi avanti negli ultimi tre decenni. Oggi le Forze Armate iraniane dispongono di un vasto e avanzato arsenale balistico. L'impiego di questa classe di missili rappresenta un'opzione ottimale per rispondere alle aggressioni: i costi e le perdite umane derivanti dall'utilizzo di un missile balistico sono nettamente inferiori rispetto ad altre opzioni militari, e il ricorso alla potenza missilistica garantisce un'estrema rapidità di risposta. L'impiego di moderni sistemi di lancio gioca un ruolo cruciale nell'efficacia operativa dei missili balistici, e in questa nuova generazione rientra a pieno titolo il sistema Fath 360.
Specifiche
Il lanciamissili Fath 360 è un sistema di lancio completamente mobile, progettato e realizzato dal Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate dell'Iran per il trasporto e il lancio di missili balistici tattici a corto raggio. La piattaforma si sviluppa su telai gommati e sfrutta motrici commerciali per il traino, una caratteristica logistica che accelera e ottimizza i livelli di mimetizzazione e occultamento sul campo.
All'interno delle Forze Terrestri dell'Esercito, il sistema è identificato con il nome di Fath 360, mentre nelle Forze Terrestri dei Guardiani della Rivoluzione assume la denominazione di Moghaddam. Il lanciatore è predisposto per l'alloggiamento di diversi vettori, tra cui il missile Fath, e permette di operare con un carico utile variabile da 1 a 6 missili. Il Fath 360 è in grado di sparare sei missili in appena sessanta secondi contro sei bersagli distinti: una capacità di saturazione che incrementa drasticamente l'efficienza della piattaforma e le conferisce un altissimo livello di letalità.
Inizialmente, il sistema era stato assegnato alle Forze Navali e Terrestri dei Guardiani della Rivoluzione nella configurazione a sei lanciatori. Successivamente, per rispondere alle esigenze operative dell'Esercito della Repubblica Islamica, il 20 aprile 2022, in occasione della Giornata dell'Esercito, l'Organizzazione delle Industrie Aerospaziali del Ministero della Difesa lo ha consegnato ufficialmente all'Esercito nella variante a tre lanciatori.
L'apparato, già in dotazione alle Forze Terrestri e Navali dei Guardiani della Rivoluzione, ha così fatto il suo ingresso anche nei ranghi dell'Esercito. L'acquisizione del Fath 360 conferma la chiara volontà di mettere all'ordine del giorno attacchi di precisione a corto raggio, con un'attenzione particolare alla distruzione dei sistemi antimissile nemici.
Il vettore impiegato dal sistema è il missile Fath. Un ordigno estremamente simile al Fateh 110, ma di dimensioni più ridotte, era stato avvistato per la prima volta nell'agosto 2020 durante la quattordicesima edizione dell'esercitazione "Grande Profeta". Nel marzo 2021, questi missili, racchiusi in lanciatori cilindrici o canister installati a coppie su un autocarro, sono stati consegnati alla Forza Navale dei Guardiani della Rivoluzione. Dopo la Marina, è stata la volta delle Forze Terrestri dei Guardiani della Rivoluzione, che hanno integrato nei loro ranghi tre diverse configurazioni: lanciatori a sei cilindri e lanciatori a rotaia da due e quattro vettori.
I lanciatori cilindrici del sistema Fath 360, alloggiando il missile al proprio interno, lo proteggono da qualsiasi danno ambientale. Inoltre, la capacità di posizionare queste piattaforme in luoghi privi di infrastrutture difensive rappresenta un ulteriore vantaggio tattico, rendendo le unità il sistema più reattivo per una risposta missilistica autonoma e immediata.
I lanciatori a rotaia, che ospitano i missili Fath senza coperture specifiche, sono invece ideali per lo stoccaggio nelle città sotterranee o nei depositi, garantendo una riserva di fuoco pronta all'uso nel caso di un conflitto prolungato. I missili della serie Fath, precedentemente noti con il nome commerciale di BM-120, vengono attualmente prodotti anche in una variante compatibile con lanciatori cubici. Questa architettura geometrica alleggerisce e riduce il volume del sistema, agevolando l'installazione del missile e il dispiegamento logistico del Fath.
Il missile Fath
Oltre all'analisi dei lanciatori, è essenziale esaminare le caratteristiche del missile impiegato dal sistema. Il Fath è un missile balistico a propellente solido progettato dalle Industrie Aerospaziali del Ministero della Difesa. Il vettore ha una lunghezza di 5.175 millimetri, un diametro di 368 millimetri e un peso complessivo di 787 chilogrammi, 150 dei quali costituiti dalla testata. Il propulsore a combustibile solido composito (HTPB) lo spinge a una velocità pari a quattro volte quella del suono (Mach 4). Il missile vanta una straordinaria vita utile di stoccaggio, stimata in almeno dieci anni, e un margine di errore inferiore ai 30 metri. La gittata, compresa tra un minimo di 30 e un massimo di 120 chilometri, ne fa un eccellente sostituto per i razzi Naze'at e un formidabile concorrente per la famiglia di razzi guidati Fajr-5.
Il missile Fath possiede capacità di attacco di altissima precisione e mantiene l'assetto guidato fino alla fase terminale del volo, grazie all'azione delle alette di controllo montate sull'ogiva. Il vettore sfrutta queste superfici aerodinamiche per mantenere stabilità e spinta. Per eludere la difesa aerea e neutralizzare i sistemi antimissile, il Fath è inoltre progettato per separare la propria testata, un fattore che ne rende quasi impossibile l'intercettazione e la distruzione.
Equipaggiato con testate anti-bunker e un sistema di guida combinato e ottico, il missile garantisce una fortissima resistenza in ambienti dominati dalla guerra elettronica, colpendo e annientando i propri obiettivi senza subire alcuna interferenza. Nell'ottobre 2022, le Forze Terrestri dei Guardiani della Rivoluzione hanno impiegato questo stesso missile per radere al suolo le postazioni dei gruppi separatisti nella regione del Kurdistan iracheno.
Test riuscito del sistema di addestramento Fath 360
Nel luglio 2023, gli specialisti delle Forze Terrestri dei Guardiani della Rivoluzione hanno progettato e testato con successo il sistema di addestramento Fath 360. Questa piattaforma sfrutta l'involucro originale del missile Fath 360, all'interno del quale, al posto del propulsore e della testata da guerra, viene alloggiato un razzo Arash da 122 millimetri. Attraverso il lancio di questo proiettile, l'operatore si addestra su tutte le fasi operative dello sparo missilistico reale. Il sistema offre inoltre alle unità in fase di addestramento la possibilità di ricaricare il lanciatore e ripetere l'esercitazione un numero illimitato di volte. L'utilizzo di questa infrastruttura non solo eleva i margini di sicurezza, ma abbatte in modo esponenziale i costi di formazione del personale.