Pezeshkian: «La nostra linea rossa: Interessi nazionali e diritti degli iraniani»
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Pars Today - I presidenti di Iran e Russia hanno valutato lo stato attuale della cooperazione bilaterale, ribadendo l'importanza di sviluppare e approfondire le relazioni in diversi settori di interesse comune.
(last modified 2026-04-13T11:03:26+00:00 )
Apr 13, 2026 13:02 Europe/Rome
  • Il presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Masoud Pezeshkian, e il presidente russo, Vladimir Putin
    Il presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Masoud Pezeshkian, e il presidente russo, Vladimir Putin

Pars Today - I presidenti di Iran e Russia hanno valutato lo stato attuale della cooperazione bilaterale, ribadendo l'importanza di sviluppare e approfondire le relazioni in diversi settori di interesse comune.

In un colloquio telefonico, il presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Masoud Pezeshkian, e il presidente russo, Vladimir Putin, hanno esaminato gli ultimi sviluppi regionali e internazionali.

«La nostra linea rossa sono gli interessi nazionali e i diritti del popolo iraniano», ha dichiarato Pezeshkian nel corso della telefonata. «Se gli Stati Uniti rispetteranno i quadri giuridici internazionali, raggiungere un accordo non è fuori portata».

Il presidente iraniano ha poi definito i Paesi del Golfo Persico come fratelli dell'Iran e, denunciando l'utilizzo da parte degli Stati Uniti di basi e centri militari situati nei loro territori per compiere un'aggressione militare contro l'Iran, ha sottolineato: «La Repubblica Islamica dell'Iran è pronta a collaborare con i propri vicini per ottenere una pace e una sicurezza endogene nella regione, senza la presenza e le interferenze di potenze extra-regionali».

Da parte sua, il presidente russo ha criticato duramente le posizioni e i doppi standard delle parti occidentali, ribadendo la necessità di rispettare la sovranità nazionale e l'integrità territoriale dell'Iran. Putin ha inoltre sostenuto le legittime posizioni di Teheran, compresa la richiesta di risarcimento per i danni subiti nell'aggressione militare contro l'Iran e l'ottenimento di garanzie di sicurezza a lungo termine per impedire il ripetersi dell'aggressione.