Generale Hatami: «Esercito pronto ad affrontare qualsiasi aggressione»
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Il maggiore generale Amir Hatami, comandante in capo dell'esercito della Repubblica Islamica dell'Iran
Pars Today - Il comandante in capo dell'esercito della Repubblica Islamica dell'Iran ha dichiarato: «L'esercito, con gli occhi aperti e le dita sul grilletto, è pronto ad affrontare qualsiasi aggressione dei nemici».
In un messaggio in occasione della Giornata dell'Esercito, il maggiore generale Amir Hatami, comandante in capo dell'esercito della Repubblica Islamica dell'Iran, ha scritto: «L'esercito della Repubblica Islamica dell'Iran, negli anni successivi alla vittoria della Rivoluzione, è sempre stato l'incarnazione del principio islamico "duri con i miscredenti, misericordiosi tra loro". Si è eretto con autorevolezza di fronte ai nemici giurati dell'Iran islamico, mantenendo al contempo una presenza devota e valorosa nei campi del soccorso e dell'assistenza alla popolazione».
Il messaggio prosegue: «Senza dubbio, il fiero e brillante curriculum dell'esercito nel periodo turbolento della Rivoluzione Islamica, la sua presenza ai confini terrestri, aerei e marittimi e nelle guerre degli 8 anni, dei 12 giorni e nella terza guerra imposta, è intriso del coraggio, della lealtà e dell'elevata perspicacia di una forza che non ha permesso a estranei e malintenzionati di violare il perimetro della dignità, della sicurezza e dell'indipendenza di questa terra sacra».
Hatami ha infine aggiunto: «Oggi l'esercito della Repubblica Islamica dell'Iran, operando nel solco delle direttive degli Imam della Rivoluzione e in ossequio agli ordini dell'Ayatollah Sayyed Mojtaba Hosseini Khamenei, Guida della Rivoluzione Islamica e comandante in capo delle Forze Armate, facendo leva sulle proprie capacità nazionali, sulle conoscenze moderne e sullo spirito jihadista, mantiene alta la vigilanza e la prontezza operativa. L'esercito si considera il difensore votato al sacrificio per la sicurezza e la pace della nazione iraniana, restando fedele allo slogan "L'esercito si sacrifica per il popolo, il popolo è il rifugio dell'esercito"».