Baqaei: «Il direttore generale dell'AIEA smetta di fare politica»
-
Esmail Baqaei, portavoce del Ministero degli Affari Esteri dell'Iran
Pars Today - Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri dell'Iran ha dichiarato: «Il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica smetta di fare politica. Quando l'imparzialità professionale viene sacrificata a comportamenti politici o ad ambizioni personali, la credibilità delle istituzioni si sgretola».
In reazione ai commenti che esulano dalle competenze istituzionali formulati da Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, riguardo agli sviluppi regionali, il portavoce del Ministero degli Affari Esteri iraniano, Esmail Baqaei, ha scritto in un messaggio pubblicato sui propri canali social: «Il compito dell'AIEA è la verifica, non l'invio di messaggi politici sullo Stretto di Hormuz, sui missili dell'Iran o sul comportamento di Teheran».
«Quando l'imparzialità professionale viene sacrificata a comportamenti politici o ad ambizioni personali», ha precisato il portavoce, «la credibilità delle istituzioni si sgretola e, dopo qualche tempo, anche la loro efficacia viene compromessa».
Mercoledì 6 maggio Rafael Grossi aveva sostenuto che la maggior parte dell'uranio iraniano ad alto arricchimento è molto probabilmente ancora conservata nel complesso nucleare di Isfahan, recentemente preso di mira dai bombardamenti americani e israeliani. Grossi ha aggiunto che «l'Agenzia intende ispezionare gli impianti di Natanz e Fordow, dove è presente il materiale nucleare».
Ha inoltre riferito di aver discusso con la Russia e con alcuni altri Paesi riguardo alla possibilità di trasferire l'uranio iraniano ad alto arricchimento all'estero.
Nonostante queste prese di posizione esterne al perimetro delle sue prerogative tecniche, il direttore generale dell'AIEA continua a rifiutarsi di condannare gli attacchi degli Stati Uniti e del regime sionista contro le installazioni nucleari dell'Iran.
In un ulteriore intervento ingerente, Grossi ha infine preteso che l'uranio ad alto arricchimento non debba rimanere all'interno della Repubblica Islamica: «o deve essere trasferito fuori dal Paese, o il suo livello di arricchimento deve essere ridotto».