Baqaei: «USA e Israele uccidono per divertimento»
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Esmail Baqaei, portavoce del Ministero degli Affari Esteri dell'Iran
Pars Today - Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri dell'Iran, in un messaggio sulla natura della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista contro la nazione iraniana, ha sottolineato che «ciò che è stato inflitto al popolo pacifico dell'Iran non è un conflitto convenzionale».
Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri dell'Iran, Esmail Baqaei, ha pubblicato un messaggio su X rivolgendosi a «tutte le persone oneste e dotate di coscienza, indipendentemente da religione, etnia, nazionalità, razza o qualsiasi altra differenza; a musulmani, ebrei, cristiani, sikh, indù, buddisti e seguaci di ogni altro credo o ideologia».
Baqaei ha dichiarato che «gli Stati Uniti e Israele, due regimi dotati di armi nucleari, il 28 febbraio 2026, per la seconda volta in meno di un anno e nel mezzo di un processo negoziale, hanno imposto una guerra di aggressione e illegale contro l'Iran».
Il portavoce ha poi ricordato che «nel giugno 2025, gli Stati Uniti avevano attaccato l'Iran con lo stesso pretesto, sostenendo la completa distruzione del programma nucleare iraniano». Ha quindi esortato alla vigilanza: «Dobbiamo essere consapevoli che questa non è una guerra per il territorio, le risorse o la geopolitica. Questa è una guerra che definirà il vero significato di "bene" e "male" nella nostra epoca e per le generazioni future».
Il diplomatico iraniano ha proseguito affermando che quella imposta alla nazione iraniana non è una guerra convenzionale. «Da un lato ci sono coloro che traggono piacere dalla violazione delle regole del diritto bellico e dal calpestare i princìpi umani: persone che uccidono per divertimento, massacrano i bambini per tormentare le loro famiglie e attaccano le palestre femminili solo per testare il potere distruttivo dei loro ultimi missili».
Baqaei ha precisato che si tratta di uno scontro tra chi parla con orgoglio di «affondare navi disarmate per "divertimento"» e un popolo che, persino nel mezzo di un'aggressione, compie ogni sforzo per proteggere le vite degli innocenti.
Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri ha concluso il suo messaggio sottolineando che «la coscienza dell'umanità non è ancora morta», ma avvertendo che «in giorni come questi, il silenzio significa complicità con la malvagità».