Baqaei: «Europa impari dall’esperienza del nazismo»
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Pars Today - Il portavoce del Ministero degli Esteri dell’Iran ha dichiarato: «L’Europa deve trarre una lezione dall’esperienza del nazismo e porre fine all’inazione di fronte alla violazione della legge e ai crimini del regime sionista».
(last modified 2026-05-21T14:53:33+00:00 )
May 21, 2026 16:52 Europe/Rome
  • Esmail Baqaei, portavoce del Ministero degli Esteri dell’Iran
    Esmail Baqaei, portavoce del Ministero degli Esteri dell’Iran

Pars Today - Il portavoce del Ministero degli Esteri dell’Iran ha dichiarato: «L’Europa deve trarre una lezione dall’esperienza del nazismo e porre fine all’inazione di fronte alla violazione della legge e ai crimini del regime sionista».

Esmail Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri dell’Iran, reagendo al trattamento brutale riservato dalle autorità del regime sionista agli attivisti sostenitori del popolo palestinese, membri della carovana di aiuti per Gaza, ha scritto in un messaggio su X: «Le immagini del ministro estremista del regime israeliano nel porto di Ashdod, mentre umilia personalmente gli attivisti ammanettati del convoglio umanitario “Aiuti per Gaza”, molti dei quali sono cittadini europei, sono profondamente sconvolgenti».

Baqaei ha aggiunto: «Queste immagini riportano alla mente amari ricordi storici: il tempo in cui il regime nazista, dopo aver beneficiato a lungo di un’immunità assoluta davanti ai propri crimini, arrivò a considerarsi eccezionale, esente da qualsiasi responsabilità e al di sopra della legge».

Il portavoce del Ministero degli Esteri dell’Iran ha proseguito: «Negli anni Trenta, l’Europa si illuse di poter restare in silenzio di fronte all’umiliazione sistematica della dignità umana, alla costante inosservanza del diritto internazionale e alla violazione dei principi morali, e di potersi proteggere con quel silenzio dalle conseguenze, senza mai pagarne il prezzo. Ma la storia impartì una lezione spietata: la normalizzazione della violazione della legge e del crimine non resta mai limitata alle prime vittime».

Baqaei ha sottolineato: «Oggi il pericolo reale va oltre i comportamenti specifici di questo o quel funzionario del regime israeliano. Il problema più profondo risiede nel silenzio complice, nell’accettazione e nell’inazione istituzionalizzata di fronte all’occupazione, all’apartheid e al genocidio. Un silenzio e un’inazione che hanno fatto sì che le politiche e le condotte criminali del regime israeliano siano state normalizzate, continuino e diventino giorno dopo giorno più gravi».

Baqaei ha concluso: «Se l’Occidente continuerà ad approfondire il divario tra i valori che proclama e i suoi comportamenti concreti, dovrà attendersi la ripetizione delle lezioni spietate della storia: concedere un’immunità senza fine e restare in silenzio davanti alla prepotenza e alla violazione della legge non porterà mai alla moderazione di questi comportamenti. Al contrario, normalizzerà il crimine e renderà più audaci i suoi autori».