Iran e Afghanistan: sempre maggiore l'avvicinamento tra le due nazioni
Incontratisi lo scorso 9 giugno ad Astana, in Kazakistan, in occasione dell’inaugurazione dell’Expo, il Ministro degli Esteri dell’Iran, Mohammad Javad Zarif, e il Presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, hanno sottolineato la loro intenzione di espandere la reciproca cooperazione in svariati campi, a partire ovviamente dalla lotta al terrorismo.
Nel corso del meeting Ghani ha sottolineato anche l’interesse dell’Afghanistan ad aumentare i legami commerciali con l’Iran, paventando l’ipotesi di una ferrovia che colleghi Teheran con la Cina attraverso il territorio afghano. Da parte sua Zarif ha auspicato una rapida organizzazione dei colloqui di Kabul, programmati già da alcuni mesi, in cui dovrebbe essere discusso il testo di uno storico accordo-quadro tra i due paesi, che farebbe raggiungere ai rapporti bilaterali un livello senza precedenti.
Quella a cui Zarif si riferisce è l’intesa orale raggiunta a maggio tra il Ministro degli Esteri iraniano e il suo omologo afghano, in base alla quale i due interlocutori hanno deciso di indire un ulteriore incontro, in una data da stabilirsi, al fine di mettere a punto la bozza di un accordo comprendente cinque punti fondamentali. Il primo di essi è la cooperazione dal punto di vista della sicurezza, sotto la quale vengono fatte rientrare la lotta al terrorismo islamico, al traffico di droga, alla proliferazione dei corpi paramilitari e alla militarizzazione delle frontiere.
Il secondo punto dell’accordo ipotizzato riguarderebbe un rafforzamento dei legami commerciali tra i due paesi. Si tratta di un’eventualità di cui beneficerebbe in particolare l’Iran, che potrebbe fornire all’Afghanistan le competenze e il personale specializzato necessario per il processo di ricostruzione del Paese, e al tempo stesso aprire i propri porti alle merci indiane dirette verso l’Afghanistan, che attualmente devono transitare dalla lunga e costosa via terrestre attraverso il Pakistan.
Il terzo aspetto riguarderebbe la cooperazione sul piano ambientale. Da anni ormai Teheran deve affrontare il prosciugamento degli Hamun, zone paludose che si estendono lungo l’Altopiano iranico, al confine tra l’Iran e l’Afghanistan. In passato l’area ospitava il terzo lago più grande dell’Iran ma al giorno d’oggi, a causa del surriscaldamento globale e di prolungati periodi di siccità, essa è quasi del tutto prosciugata. Ciò sta causando carestie, migrazioni di massa e un elevato livello di disoccupazione nella regione, problemi che affliggono tanto il versante iraniano quanto quello afghano.
Un altro oggetto dell’intesa sarebbe la collaborazione sul piano culturale ed educativo, un campo particolarmente rilevante dal momento che al giorno d’oggi sono oltre 400.000 i giovani afghani che studiano nelle università e nelle scuole iraniane. Infine, l’ultimo argomento su cui i due governi sarebbero in procinto di accordarsi è la gestione dei flussi migratori: secondo le stime dell’UNHCR in Iran vive circa un milione e mezzo di rifugiati provenienti dall’Afghanistan. Come sottolineato da Zarif durante l’incontro con Ghani, per ognuna di queste macro-aree sono state individuate dei comitati di esperti che sono pronti a mettersi al lavoro con i colleghi afghani per elaborare un testo comune.
Quello del 9 giugno è stato solo l’ultimo di numerosi incontri tra rappresentanti di Teheran e di Kabul che si sono susseguiti in maniera ravvicinata negli ultimi giorni: lo scorso 7 giugno Ebrahim Rahimpour, il Vice Ministro degli Esteri iraniano, ha incontrato Ghani nel corso di nuova seduta del Processo di Pace di Kabul, che coinvolge i rappresentanti di 25 nazioni, oltre che di UE, ONU e NATO. In questa occasione Larjani ha ribadito la propria solidarietà per il sanguinoso attentato del 31 maggio a Kabul, che ha provocato oltre cento vittime, e ha indirizzato un messaggio di cordoglio ai presidenti delle due camere del parlamento afghano. «L’Iran continuerà a supportare la popolazione e il governo afghano nella battaglia contro il terrorismo, al fine di stabilire una cornice di sicurezza e di pace nel Paese» ha affermato Larjani, che ha aggiunto: «il terrorismo e l’estremismo costituiscono grandi minacce alla pace e alla stabilità mondiale». Il giorno successivo, dopo gli attacchi che hanno colpito la capitale iraniana, Salahuddin Rabbani, Ministro degli Esteri afghano, ha convocato presso il suo ufficio Mohammad Reza Bahrami, l’Ambasciatore iraniano in Afghanistan, e ha espresso la vicinanza del suo Paese all’Iran, ricambiando in maniera altrettanto calorosa la solidarietà ricevuta da Teheran il giorno precedente.
Due Paesi uniti dal lutto quindi. Tuttavia, la grande dinamicità ultimamente dimostrata dai rapporti tra Teheran e Kabul fa pensare a qualcosa di più profondo rispetto alla semplice solidarietà tra Paesi colpiti dalla ferocia del terrorismo. L’impressione è che sia in atto un vero e proprio processo di avvicinamento tra Iran e Afghanistan, dettato anche dalle rispettive considerazioni strategiche nei confronti della politica statunitense.
Fonte: Lindro