Studioso sunnita pakistano: «USA isolati per colpa delle loro politiche»
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Pars Today - Una riunione intitolata "Missione del Sangue" si è tenuta a Karachi, in Pakistan, per commemorare la memoria della Guida martirizzata dell'Iran, l'Ayatollah Khamenei, e degli altri martiri della Terza Guerra Imposta, con la partecipazione di numerosi studiosi, pensatori, studenti, intellettuali e diverse fasce della popolazione.
(last modified 2026-05-05T10:12:11+00:00 )
May 05, 2026 11:35 Europe/Rome
  • Riunione della
    Riunione della "Missione del Sangue" a Karachi, Pakistan

Pars Today - Una riunione intitolata "Missione del Sangue" si è tenuta a Karachi, in Pakistan, per commemorare la memoria della Guida martirizzata dell'Iran, l'Ayatollah Khamenei, e degli altri martiri della Terza Guerra Imposta, con la partecipazione di numerosi studiosi, pensatori, studenti, intellettuali e diverse fasce della popolazione.

Il senatore Raja Nasser Abbas Jafari, presidente del Consiglio per l'Unità Musulmana del Pakistan, ha fatto riferimento agli sviluppi in corso nella regione e ha chiesto la cessazione definitiva degli attacchi del regime sionista contro Gaza, il Libano e l'Iran, sottolineando la necessità di porre fine alla presenza militare statunitense nella regione e di instaurare relazioni eque e paritarie tra i paesi.

Anche Hojatoleslam Sayyed Jawad Naqvi, capo del Movimento del Risveglio della Santissima Nazione del Pakistan, ha affermato in un discorso, riferendosi al ruolo di primo piano della Guida martirizzata dell'Iran nella continuazione e nello sviluppo del sistema islamico: «Sua Santità l'Ayatollah Khamenei ha completato il cammino iniziato da altri studiosi del mondo islamico con saggezza, perseveranza e lungimiranza, e non ha lasciato incompiuta nessuna delle grandi missioni della Rivoluzione Islamica».

Proseguendo, Hojatoleslam Wal-Muslimeen Sayyed Rahat Husayn Husayni, capo dell'Associazione Imamica di Gilgit del Pakistan, riferendosi alle difficili condizioni delle nazioni oppresse, in particolare in Palestina, ha considerato gli Stati Uniti la causa principale di molte oppressioni, aggressioni e crisi regionali, affermando: «Le politiche egemoniche americane non solo hanno causato la diffusione dell'insicurezza e dell'instabilità, ma hanno anche posto questo Paese in una posizione di debolezza e passività nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran».

Parallelamente, il dottor Meraj Al-Huda Siddiqui, studioso sunnita pakistano, ha anch'egli sottolineato gli sviluppi geopolitici nel mondo islamico nel suo intervento, affermando: «Le politiche interventiste americane degli ultimi anni hanno gradualmente portato all'isolamento di Washington nel mondo. Al contrario, l'Iran è emerso come una potenza importante, influente e decisiva negli equilibri globali e oggi gode di una posizione speciale sulla scena internazionale».