Italia, diminuiscono reati per razzismo e xenofobia
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I crimini d'odio in Italia diminuiscono dopo l'allarmante picco del 2017. I reati per razzismo e xenofobia sono i più denunciati secondo i dati del Dipartimento di pubblica sicurezza.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Gen 21, 2020 22:17 Europe/Rome
  • Italia, diminuiscono reati per razzismo e xenofobia

I crimini d'odio in Italia diminuiscono dopo l'allarmante picco del 2017. I reati per razzismo e xenofobia sono i più denunciati secondo i dati del Dipartimento di pubblica sicurezza.

In Italia i reati per crimini d’odio diminuiscono a 969 casi nel 2019, contro i 1.111 del 2018 e i 1.048 del 2017. Nel 2016, tuttavia, si registravano 736 crimini d’odio. Negli ultimi anni in Italia il focolaio dell’odio xenofobo e razzista si è risvegliato, facendo scattare non pochi campanelli d’allarme nella società civile ed anche nella politica nazionale. Le minacce di odio e di morte alla senatrice a vita Liliana Segre sono solo un esempio su tutti. I dati appena pubblicati sono forniti dal Dipartimento di pubblica sicurezza e combinano le informazioni derivate da due banche dati, quella dell’Oscad e del Sistema di Indagine Sdi. Razzismo e xenofobia i crimini d’odio più diffusi Tra i casi di crimini d’odio segnalati alle forze di polizia, quelli per razzismo e xenofobia sono i più diffusi, pari a 726 sul totale. I reati includono discriminazioni per razza-colore, etnia, nazionalità, lingua, riguardano i Rom e i Sinti, l’antisemitismo, contro i musulmani e contro i membri di altre religioni. 161 i reati d’odio contro i disabili e 82 le denunce di odio a causa dell’orientamento sessuale della vittima. Reati per razzismo in calo I reati per razzismo e xenofobia sono in calo rispetto al 2018 e al 2017, ma rispetto al 2016 si evidenzia come il fenomeno sia cresciuto, rispettivamente: 726 contro 494. Diminuiscono anche i reati legati alla discriminazione per l’orientamento sessuale e l’identità di genere e diminuiscono anche gli atti discriminatori con chi è portatore di disabilità. Quest’ultima tipologia è l’unica che nel 2017 non aveva fatto segnare un picco rispetto al 2016.