Silvia Romano e le vergognose reazioni in Italia alla sua conversione all’Islam
di Davood Abbasi
"Silvia è una giovane ragazza che ha vissuto 18 mesi da prigioniera. Prima in Kenya. Poi in Somalia. A soli 23 anni. Grazie all'impegno di donne e uomini dello Stato oggi è nuovamente in Italia, tra le braccia della sua famiglia. E questa è l'unica cosa che conta. Silvia è viva, sta bene. Adesso, per favore, un po' di rispetto".
Le polemiche vergognose contro Silvia Romano, solo per la sua conversione all’Islam e la scelta di Aisha, come nome islamico, inducono persino il ministro degli esteri Luigi di Maio a frenare così ogni polemica.
Polemiche islamofobe e razziste
Le polemiche sulla conversione di Silvia sono state a dir poco vergognose. Ecco alcuni assaggi di esponenti della destra italiana.
Simone Angelosante, sindaco di Ovindoli (Abruzzo) su Facebook ha pubblicato una foto di Silvia Romano e, commentando la liberazione e la conversione all'Islam della cooperante, ha scritto:
"Avete mai sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?".
Insomma, una religione abramitica con 1.7 miliardi di fedeli al mondo, viene messa sullo stesso piano del nazismo.
Lo stesso Salvini, si era lamentato ed aveva detto che il governo avrebbe dovuto tenere un basso profilo sulla questione.
Certo Salvini ed alcuni esponenti del Carroccio non erano conosciuti per grandi standard di tolleranza, ma il caso della cooperante italiana liberata dopo 18 mesi, più che confermare il livello a cui sono giunti, dimostra come sia grave il problema del razzismo e dell’islamofobia.
Massimo Giorgetti, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ha scritto questo post su Facebook.
"Se sono contento per la liberazione di Silvia Romano? Per niente. Ora avremo una musulmana in più e quattro milioni di euro in meno. Un affare proprio... E se un operatore della nostra intelligence ci avesse lasciato la pelle, lo Stato quanto avrebbe dato a vedova e orfani?"
Per non parlare delle tante critiche sui social tipo “potevate lasciarla lì” e via dicendo.
La questione ridicola è che contro Silvia si scaglia gente che sostiene di difendere la “libertà”.
La scelta della religione in uno Stato Laico e' una questione individuale, ma le reazioni alla conversione della Romano, ricordano piu' quelle di uno Stato confessionale.
Gli unici peccati di Silvia
La ragazza che è reduce da un inferno, e dalla prigionia di quelli che sono sicuramente dei terroristi (il gruppo di Al Shabaab in Somalia), meriterebbe solo rispetto, solidarietà e aiuto, ma è vittima di un accanimento incredibile.
Ciò perchè al suo arrivo ha lanciato, probabilmente senza volerlo, messaggi che non sono conformi agli stereotipi dei media occidentali.
Essendo una ragazza d’oro e una cooperante umanitaria, ha (secondo alcuni) il peccato di essere diventata musulmana; infatti secondo lo stereotipo mediatico, i musulmani sono tutti cattivi e non possono essere persone per bene.
Lei ha anche sbagliato dicendo che è sempre stata trattata bene e rispettata; non va’ bene, perchè il “pensiero unico” cerca di presentare la verità in versione bianco e nero, il bene assoluto contro il male assoluto; l’Occidente è il bene mentre il resto è il male.
È verissimo! Gli Al Shabaab sono terroristi (tra l'altro sostenuti dalle agenzie d'intelligence occidentali), da condannare e combattere, ma andare a studiare e capire le radici del terrorismo in Africa, e scoprire che questi gruppi hanno seguito per via delle colpe del colonialismo europeo, è un discorso scomodo.
Silvia Aisha Romano, ha la grande colpa di aver indotto a pensare la gente, anche con il suo ritorno in Italia, con la sua storia, e questo è un pericolo per chi vive della disinformazione e degli stereotipi.