Italia, prorogato stato di emergenza: cosa cambia per i cittadini?
Nel pomeriggio di ieri, martedì 28 luglio 2020, il premier italiano, Giuseppe Conte si è presentato al Senato per chiedere la proroga dello stato di emergenza per l’epidemia da Coronavirus.
Roma- “Stato di emergenza Covid verso la proroga fino al 31 ottobre: Conte riferirà prima in Senato e poi, mercoledì mattina, alla Camera. Il premier non ha più dubbi: chiederà al Parlamento di continuare a mantenere lo stato di emergenza coronavirus ancora per altri tre mesi. La decisione è stata presa per garantire una maggiore rapidità di esecuzione in caso di necessità. Conte fornirà anche un quadro generale della situazione epidemiologica del Paese prima di dare la parola al Parlamento”.
La proroga dello stato di emergenza viene ritenuta necessaria per snellire le procedure sull’acquisto del materiale indispensabile per la ripartenza della scuola (banchi, mascherine, test sierologici), poter emanare nuovi Dpcm e ordinanze della Protezione civile.
Ma cosa cambia in concreto per i cittadini?
Lo scorso 31 gennaio 2020 il governo ha dichiarato, per la durata di sei mesi (quindi fino al 31 luglio), lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario rappresentato dal coronavirus. La decisione del governo, come detto, è di prorogarlo fino al 31 ottobre. Questa proroga servirà a garantire una maggiore rapidità di esecuzione in caso di necessità, ma anche a garantire continuità all’azione del commissario straordinario Domenico Arcuri, nominato di recente anche commissario per la riapertura delle scuole "fino alla scadenza del predetto stato di emergenza".
Non solo. La proroga dello stato di emergenza Covid fino al 31 ottobre 2020, infatti, consente di istituire, in caso di focolai, nuove "zone rosse", ovvero totalmente confinate e chiuse agli scambi con l'esterno. E nel caso di seconda ondata di Covid-19 la proroga permette di reperire posti letto in strutture diverse dagli ospedali, ad esempio le caserme o gli alberghi. Lo stato di emergenza consente anche di bloccare i voli da e per gli Stati che vengono ritenuti a rischio, oppure di individuare nazionalità che non sono ammesse in Italia.
Per la durata dello stato di emergenza i dipendenti pubblici e quelli privati possono rimanere in smartworking secondo le modalità che vengono concordate con l'azienda. Nella pubblica amministrazione, per una norma contenuta nel decreto Rilancio, i dipendenti rimarranno in smartworking fino al 31 dicembre. Per favorire la ripartenza dopo il coronavirus, all'esame del governo ci sono "interventi per sostenere il mercato del lavoro": a indicarlo è il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che cita "una deroga alle norme sui contratti a termine e la proroga delle procedure semplificate per lo smartworking nel privato".
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