Bonus ai politici, caccia ai nomi
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E’ bagarre sui 5 parlamentari che hanno chiesto il bonus di 600€ riservato ai titolari di partita Iva in difficoltà dopo il Covid-19. l’Inps non può dare i nomi. Chi attacca e chi si difende
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ago 11, 2020 04:08 Europe/Rome
  • Bonus ai politici, caccia ai nomi

E’ bagarre sui 5 parlamentari che hanno chiesto il bonus di 600€ riservato ai titolari di partita Iva in difficoltà dopo il Covid-19. l’Inps non può dare i nomi. Chi attacca e chi si difende

Roma- Sarebbero tre i deputati che hanno ricevuto dall'Inps il bonus per gli autonomi, lo avevano richiesto in cinque. Tra i beneficiari, ci sarebbero due parlamentari della Lega e uno del M5S. È fortissima la pressione dei partiti (a cominciare dai 5 stelle) affinché si autodenuncino. Una pressione che può essere solo psicologica, perché da un punto di vista tecnico e legale non consente altri spazi - si spiega in ambienti parlamentari - per via della privacy e visto che non viene contestato alcun reato. Una soluzione, nel caso in cui non dovesse bastare la pressione psicologica a sbloccare la situazione - si ragiona ancora -  potrebbe essere la convocazione formale in commissione parlamentare dei vertici Inps. Convocazione di cui comunque al momento non vi è traccia.

Intanto arrivano giustificazioni o motivazioni da altri politici chiamati in causa: sono consiglieri comunali o regionali e sindaci di piccoli centri, che fanno presente di non aver certo gli emolumenti di deputati e senatori, ma solo modestissime indennità che non consentono di vivere senza l’attività professionale. E con nome e cognome firmano messaggi raccontando la loro ben diversa verità. Tra queste persone si segnalano Anita Pirovano, della lista progressista a Milano; Jacopo Zannini della lista L’altra Trento a sinistra; Franco Mattiussi, consigliere di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia. ‘Non viviamo di politica’, dicono.

C’è però chi non si arresta davanti a queste giustificazioni, come il ministro pentastellato Di Maio, che di tutta l’erba un fascio e dice che  i richiedenti abusivi dei 600 euro “hanno remato contro il Paese nel momento più difficile. Hanno offeso la nostra bandiera, hanno offeso la memoria di chi non ce l’ha fatta. Hanno macchiato il nome dell’Italia nel mondo ed è giusto che paghino. Non possono e non devono passarla liscia”.

 

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