Catania infuocata dalle proteste: Salvini deve essere sconfitto
- Il primo round del processo Gregoretti va al leghista, che mette in scena lo show della rivincita sugli ex alleati. Udienza rinviata al 20/11, quando anche al premier Conte dovrà presentarsi in tribunale come teste.
L'udienza preliminare del processo al leader della Lega, Matteo Salvini per il caso Gregoretti ha diviso in due la città etnea, tra i militanti da tutta Italia che hanno risposto alla chiamata del loro leader e antirazzisti e antifascisti in mobilitazione con lo slogan "Catania non si Lega".
Un cordone di polizia attorno alla zona rossa ha separato centinaia di attivisti e militanti della sinistra catanese dai fedelissimi sostenitori di Salvini, per rispondere all'appello "Processate anche me".
Dal lato opposto sfila il corteo organizzato da varie realtà locali riunite nella rete Mai con Salvini, che vede la presenza di tutte le forze della sinistra, come la Rete Antirazzista, il Movimento No Muos, gli indipendentisti, le femministe di Non una di Meno e una sparuta presenza del PD, contestata dalla piazza. Bruciata in piazza, assieme a quella della Lega, la bandiera del PD, mentre su un volantino del Fronte della Gioventù Comunista si legge: "Il più grande regalo che si possa fare a Salvini è far credere che l'alternativa possa essere il Pd, il centro-sinistra, l'Europa delle banche e delle misure antipopolari".
"La questione di Salvini non è solo un problema di Catania, è un problema nazionale. Il ministro degli Interni si è comportato come se fosse un ministro del governo fascista, non del governo dell'Italia repubblicana nata dalla resistenza con quella costituzione che abbiamo. Quindi siamo qui a dire che Salvini non solo deve essere processato nelle aule di Tribunale ma deve essere sconfitto nel Paese. Perché l'Italia, dopo il fascismo, è un Paese non razzista". Lo ha detto l'ex ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero.
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