Yemen, la Procura di Roma indaga due direttori di Uama
Non solo Uama, però: la gip ha chiesto di indagare anche gli amministratori delegati di Rwm, filiale italiana della tedesca Rheinmetall.
Roma- Dopo la decisione della gip Roberto Conforti, del 24 febbraio scorso, di non archiviare le indagini sull’azienda Rwm e l’Uama (l’Autorità nazionale per l’esportazione di armamenti) in merito alla strage dell’ottobre 2016 – una famiglia di sei persone uccisa nel villaggio di Deir Al-Hajari – commessa in Yemen dall’Arabia saudita, la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati per abuso di ufficio di due direttori generali pro-tempore di Uama.
Il procedimento era stato avviato a seguito della denuncia presentata da tre associazioni, Ecchr, Rete italiana Pace e Disarmo e la yemenita Mwatana, che chiedevano di indagare dopo il ritrovamento di resti di bombe prodotte nella sede sarda della Rwm e la cui autorizzazione alla vendita era stata rilasciata dal governo italiano, in violazione della legge 185 del 1990 che vieta allo Stato italiano di esportare armi verso paesi in guerra o violatori dei diritti umani.
Non solo Uama, però: la gip ha chiesto di indagare anche gli amministratori delegati di Rwm, filiale italiana della tedesca Rheinmetall.
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