Italia e Germania litigano per un’importante nomina europea
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BRUXELLES - Da diversi mesi le istituzioni europee non riescono a nominare il nuovo capo dell’ESMA, l’autorità europea di controllo dei mercati finanziari. Dopo che l’olandese Steven Maijoor ha concluso il suo mandato il 31 marzo, la nomina è rimasta bloccata per via di questioni di genere, nazionalità e ricambio dei vertici che coinvolge soprattutto Italia e Germania.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Lug 16, 2021 14:46 Europe/Rome
  • Italia e Germania litigano per un’importante nomina europea

BRUXELLES - Da diversi mesi le istituzioni europee non riescono a nominare il nuovo capo dell’ESMA, l’autorità europea di controllo dei mercati finanziari. Dopo che l’olandese Steven Maijoor ha concluso il suo mandato il 31 marzo, la nomina è rimasta bloccata per via di questioni di genere, nazionalità e ricambio dei vertici che coinvolge soprattutto Italia e Germania.

Non è inconsueto che i processi decisionali europei entrino in stallo per ragioni simili: ma raramente si è vista una situazione così ingarbugliata per una nomina così importante, escluse quelle principali. L’ESMA è attiva dal 2011, ha sede a Parigi ed è considerata una delle più potenti autorità indipendenti europee. Come la maggior parte delle istituzioni, la sua nomina dev’essere approvata sia dal Parlamento Europeo sia dal Consiglio dell’Unione Europea, cioè l’organo dove siedono i rappresentanti dei governi dei 27 stati membri. Qui iniziano i problemi. Nei giorni immediatamente successivi alla conclusione del mandato di Maijoor, il board dell’ESMA aveva indicato una lista di tre persone che riteneva adatte come suoi successori: la portoghese Maria-Luis Albuquerque, ex ministra dell’Economia, il commissario della Consob italiana Carmine Di Noia e la tedesca Verena Ross, attuale direttrice esecutiva dell’ESMA nonché ex collaboratrice di Maijoor. Politico scrive che secondo alcuni documenti interni, al primo posto della lista il board aveva indicato Di Nola, al secondo Ross e al terzo Albuquerque. In un primo momento il Consiglio sembrava intenzionato ad avallare la nomina di Di Noia, ma il Parlamento ha subito fatto capire che avrebbe preso in considerazione soltanto la nomina di una donna. Il Parlamento Europeo è da anni l’istituzione più sensibile alla parità di genere, a cui sono dedicati anche i lavori di una specifica commissione, la FEMM (Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere). In una lettera alla presidenza di turno del Consiglio ottenuta da Bloomberg, la presidente della commissione FEMM Evelyn Regner ha ricordato che al momento sono guidate da donne soltanto 10 istituzioni europee su 37, «e questo è il motivo per cui una candidata donna dovrebbe ricevere un trattamento preferenziale».

 

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