Il caso del produttore di droni italiano acquisito dalla Cina
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ROMA-Il 16 novembre, lo Wall Street Journal ha rivelato che, nel 2018, un’azienda cinese legata allo Stato ha acquistato un produttore italiano di droni militari,
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Nov 17, 2021 02:45 Europe/Rome
  • Il caso del produttore di droni italiano acquisito dalla Cina

ROMA-Il 16 novembre, lo Wall Street Journal ha rivelato che, nel 2018, un’azienda cinese legata allo Stato ha acquistato un produttore italiano di droni militari,

la Alpi Aviation S.r.l. con sede a Pordenone, e, poco dopo, ha iniziato a trasferire in Cina il know-how e la tecnologia dell’azienda, che erano stati utilizzati dall’Esercito italiano in Afghanistan. La testata statunitense ha affermato che le autorità italiane ed europee non erano a conoscenza dei fatti, mettendo in luce come Pechino stia aggirando il debole controllo sugli investimenti cinesi in Europa per acquisire tecnologie sensibile. Lo stesso 16 novembre, Pechino ha commentato la notizia citato da sicurezzainternazionale.

Le autorità italiane stanno indagando sull’acquisizione del 2018 di Alpi Aviation S.r.l. da parte di una società registrata a Hong Kong, la Mars (HK) Information Technology Co. Ltd., che riterrebbero essere una copertura per lo Stato cinese che, a loro detta, starebbe trasferendo la proprietà tecnica e intellettuale dell’azienda italiana in un nuovo sito produttivo in Cina. Secondo analisti citati dallo Wall Street Journal, l’acquisizione rispecchierebbe uno schema in base al quale alcune aziende statali cinesi utilizzerebbero società di facciata apparentemente private come copertura per acquisire aziende dotate di tecnologie specifiche che vengono poi trasferite in nuove strutture in Cina. L’amministratore delegato della società di intelligence economica olandese che traccia gli investimenti cinesi in Europa Datenna, Jaap van Etten, ha parlato di “un caso da manuale” aggiungendo che si tratta di una “strategia dello Stato cinese, spinta dal governo cinese”.La polizia ha rivelato che, nel 2021, due perquisizioni negli uffici di Alpi Aviation hanno rivelato il collegamento dell’azienda con la Cina. In particolare, nel luglio 2018, la Mars (HK) Information Technology Co. Ltd., che si era registrata a Hong Kong due mesi prima, aveva acquistato una quota del 75% in Alpi per 4 milioni di euro, per poi investire altri 1,5 milioni di euro. Secondo la polizia, si tratterebbe di un pagamento significativamente in eccesso. I poliziotti hanno poi tracciato la proprietà di Alpi da parte di Mars arrivando, attraverso una rete di intermediari, a due società controllate dallo Stato cinese, ovvero il gruppo ferroviario China Railway Rolling Stock Corp. (CRRC) e un gruppo di investimento controllato dal governo municipale di Wuxi, una città vicino a Shanghai. Ciò ha portato la polizia a concludere che Mars fosse una società di facciata creata per portare Alpi sotto il controllo del governo cinese. Il colonnello della Guardia di Finanza che ha condotto le indagini, Stefano Commentucci, ha affermato: “Si trattava chiaramente di un investimento in larga parte con intento predatorio per la tecnologia […] questo tipo di investimento in questo settore è vietato dalla legge italiana”. La polizia ha affermato di aver trovato prove che Alpi stesse negoziando con i potenziali acquirenti prima che la vendita fosse completata per il trasferimento del know-how e della sua tecnologia di Alpi in Cina. Il trasferimento di tecnologia e produzione militare al di fuori del Paese però richiede l’autorizzazione del governo italiano.  Oltre a questo, i piani per spostare la produzione in un polo high-tech vicino a Wuxi sarebbero stati accelerati dopo l’insediamento del nuovo management, composto da tre dirigenti cinesi e tre italiani. Le autorità italiane stanno indagando se Alpi abbia già trasferito la tecnologia e avviato la produzione in Cina. I pm accusano i sei dirigenti di aver violato le leggi italiane sull’esportazione di materiale militare e il governo italiano ha anche aperto un’inchiesta per sapere se avrebbe dovuto essere informato della vendita. Il governo ha diritto di veto sulle acquisizioni da parte di acquirenti extracomunitari di aziende ritenute strategiche in settori come la difesa e le comunicazioni.

 

 

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