Pillola anti-Covid: Una svolta, ma non è per tutti
ROMA - "La pillola anti Covid della Merck sarà molto utile, secondo me è una svolta". Lo ha detto ad Adnkronos Salute il direttore della Clinica di Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti.
Aifa ha autorizzato a fine dicembre il molnupiravir, l'antivirale della Merck che blocca il Covid al primo stadio della malattia, bloccando la replicazione del virus. Si tratta della prima terapia domiciliare anti-Covid e prevede la somministrazione della pillola per 5 giorni, nella prima fase del contagio. Il trattamento però non può essere somministrato a tutti. "Ci sono criteri molto precisi che ha definito Aifa per utilizzare l'antivirale - spiega l'infettivologo - fondamentalmente molto simili a quelli che usiamo per i monoclonali. Ovviamente - sottolinea - non è che puoi dare la pillola al primo che a 30 anni triplo-vaccinato ha i sintomi, non possiamo pensare che queste pillole da 700-800 euro al giorno vadano nei banchi della farmacia. Devono essere prescritte dallo specialista. Per questo, come i monoclonali, sono gestite dagli ospedali in collaborazione con i medici di base".
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