Nucleare, l’Italia e l’indipendenza energetica
ROMA - In Italia si riapre il dibattito sul nucleare per raggiungere l‘indipendenza energetica.
All’interno del governo Draghi si sono alzate diverse voci autorevoli per rompere questo tabù. A spingere questa fonte energetica sono la guerra in Ucraina, in seguito all’operazione speciale da parte della Russia, e i timori giustificati sia per i cambiamenti climatici sia per i prezzi in rialzo di gas e petrolio.
Tuttavia, il caro bollette che va a gonfiare l’inflazione, affligge soprattutto Italia e Germania, due Paesi dipendenti al 40% dal gas russo (Roma ha dimezzato la dipendenza solo in questi giorni), e non colpisce la Francia che si affida da decenni all’energia atomica per uso civile.
Infatti, il caro energia riguarda i Paesi che hanno rinunciato a questa fonte energetica. Attualmente il nucleare fornisce il 10% di tutta l’energia elettrica mondiale, anche se ad ospitare centrali nucleari sono solo 32 Paesi (fra cui spiccano la Francia oltre il 70%, l’Ucraina al 51%, l’Ungheria al 46%, la Finlandia al 34% e gli USA al 20%).
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