Qual è il frutto dell’invidia? La risposta dell’Imam Ali
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Pars Today – In un’epoca in cui le competizioni sociali ed economiche talvolta si trasformano in invidia e rancore, una parola del nobile Imam Ali, Pace su di lui, il successore del Profeta dell’Islam, come un monito e una guida luminosa ci invita a riesaminare i nostri comportamenti e i nostri cuori.
(last modified 2026-01-02T11:25:15+00:00 )
Gen 02, 2026 12:22 Europe/Rome
  • Qual è il frutto dell’invidia? La risposta dell’Imam Ali
    Qual è il frutto dell’invidia? La risposta dell’Imam Ali

Pars Today – In un’epoca in cui le competizioni sociali ed economiche talvolta si trasformano in invidia e rancore, una parola del nobile Imam Ali, Pace su di lui, il successore del Profeta dell’Islam, come un monito e una guida luminosa ci invita a riesaminare i nostri comportamenti e i nostri cuori.

Una delle sfide etiche perenni dell’essere umano è l’invidia; un sentimento che in apparenza sembra semplice, ma che in profondità è la radice di molte ostilità e sofferenze. Secondo quanto riporta Pars Today, l’Imam Ali il successore del Profeta dell’Islam, in un detto breve ma denso di significato afferma: “il frutto dell’invidia è la sofferenza e l’infelicità in questo mondo e nell’Aldilà”.

Questa affermazione mostra che l’invidia non solo sottrae la serenità dell’individuo nella vita quotidiana, ma che i suoi effetti si estendono anche alla dimora dell’altra vita. Il messaggio di questo detto può essere riassunto in diversi punti pratici:

Danni individuali: l’invidia priva della pace interiore e fa precipitare la persona in uno stato di ansia e insoddisfazione costanti.

Danni sociali: l’invidia distrugge i rapporti familiari e di amicizia e annienta la fiducia reciproca.

Danni spirituali: l’invidia allontana il cuore dal ricordo di Dio il Misericordioso e conduce l’essere umano verso l’ingratitudine e la negligenza.

Conseguenze ultraterrene: così come avverte l’Imam Ali, l’invidia conduce anche nell’Aldilà alla sventura e alla privazione.

Questa classificazione mostra che l’invidia è una radice che, se non controllata, rende amara la vita terrena e sottrae all’uomo anche la felicità nell’Aldilà. Il detto del nobile Imam Ali (Pace e Benedizione su di lui) è una luce che invita a ritrovare la serenità: una serenità nella quale l’essere umano sceglie la gratitudine al posto dell’invidia, semina l’amore invece del rancore e, al posto della sofferenza, percorre il cammino della felicità in questo mondo e nell’altro.

 

Testo originale e la fonte del Hadith:

«Il frutto dell’invidia è la sventura di questo mondo e dell’Aldilà»

Ghurar al Hikam, n. 4632