L’ammalato che si augurava la morte
Si sentì bussare alla porta, l’uomo senza forze disse con voce flebile:
“Stanno bussando alla porta, andate a vedere chi è, io sto morendo dal dolore!”. La moglie si avvicinò alla porta e alcuni istanti dopo ritornò emozionata, gli occhi splendenti di felicità. Disse al marito: “Alzati! È venuto a trovarti il Profeta (S)”. L’uomo tentò di sollevarsi, ma non ci riuscì: ricadde nel letto. Il Profeta (S) entrò in casa e si recò nella stanza dove giaceva l’ammalato, lo salutò e si sedette accanto a lui. L’uomo cercò di nuovo di alzarsi ma senza successo. La fronte gli s’imperlò di sudore e lamentandosi sospirò: “O Dio, mandami la morte!”. Il Profeta (S) guardò il viso smorto dell’uomo, gli appoggiò la mano sulla fronte chiedendogli come stava e pregò per la sua guarigione. Gli occhi dell’ammalato si riempirono di lacrime e un nodo gli stringeva la gola: mai avrebbe pensato che il Profeta (S) sarebbe venuto a visitarlo. Osservò il viso cordiale del santo Profeta (S), il quale gentilmente gli disse: “Non augurarti mai la morte. Se sei un uomo probo [con l’allungarsi della tua vita] potrai fare più azioni buone e se sei un peccatore, con il ritardarsi della morte, avrai più tempo per pentirti e fare delle buone azioni”. L’uomo non sapeva cosa dire, fissava il Profeta (S). Sentiva un senso di pace, sembrava che dell’acqua fresca avesse spento l’incendio dei suoi dolori.
(Racconto ispirato dall’hadith presente nel Wasa’il al-Shi’ah, vol. 2 dell’edizione da 30 voll., pag. 449)
Fonte: http://www.aspettandoilsole.org/donnemusulmane/category/storie-riguardo-al-profeta-s/