L’anniversario martirio Imam Hadi (as)
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L'Imam Ali Al-Naghi, detto Al- Hadi (as) nasce a Medina il 12 del mese arabo Zihajja, nel 212 dell' Egira lunare (l’827 d.C.).
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Mar 10, 2019 00:40 Europe/Rome
  • L’anniversario martirio Imam Hadi (as)

L'Imam Ali Al-Naghi, detto Al- Hadi (as) nasce a Medina il 12 del mese arabo Zihajja, nel 212 dell' Egira lunare (l’827 d.C.).

Raggiunge il martirio a Samarrah, in Iraq, il 3 Rajab 254 dell'Egira lunare (l’868 d.C.) a meno di 40 anni. Il periodo del suo imamato dura 34 anni. Il periodo di Imamato del decimo Imam coincide con il declino della potenza dell'impero Abbaside. Minacciati dai Turchi Selgiuchidi, i califfi arabi spostano la capitale da Baghdad a Samarrah. Aveva solo 6 anni quando suo padre, l'Imam Muhammad Taqi (AS), raggiunse il martirio a Baghdad, avvelenato da Mu'tasim, il califfo Abbaside del suo periodo.

Il nostro Imam vive a Medina, città santa così nominata in onore del profeta dell’Islam, suo antenato, per i restanti 8 anni del regno di Mu'tasim e per i 5 anni del califfato di Wathiq. Quando nel 236 dell'Egira (847 d.C.), Mutawakkil, un’altro personaggio noto per la sua malvagità, diviene califfo, l'Imam viene chiamato alla corte Abbaside a Baghdad.

Mutawakkil, è il più crudele e micidiale nemico dell’ Ahlulbayt (AS), la famiglia del profeta dell’Islam che secondo l’autentica tradizione islamica è insieme al Corano fonte di guida e salvezza per i fedeli.

Mutawakkil, è talmente malvagio che tenta di sommergere la Tomba dell’Imam Hussain (AS) a Kerbala deviando le acque del fiume Eufrate. Ma per miracolo l’acqua del fiume non va nella Tomba e la circonda, anche se la zona della Tomba è più profonda dei dintorni e quindi il pendio naturale del terreno doveva portare alla sommersione del sacro sepolcro.

Quando Mutawakkil fallisce nella sua azione di ostilità ordina che l'intera zona di Karbala venga trasformata in terreni agricoli, ma ancora una volta un prodigio incredibile porta allo scoperto la sua malvagità e il carattere sacro della famiglia del profeta. I cavalli si rifiutano di trainare l’aratro sulla tomba dell’Imam Hossein (AS) e ogni cavallo che viene destinato a ciò, anche se in perfetta forma, si rifiuta di muoversi.

Mutawakkil lascia infine il sacro sepolcro com’è, non essendo capace di far nulla, ma vieta il pellegrinaggio alla Tomba dell’Imam Hossein (AS) ordinando di uccidere chi avrebbe cercato di farlo.

 Ora il decimo Imam, quando è ancora giovanissimo, viene convocato da questo califfo che odiava intensamente i discendenti del profeta, gli Imam, perchè sapeva che erano loro gli autentici successori del profeta e quindi coloro che avrebbero dovuto guidare l’impero islamico.

Incapace di qualsiasi azione ufficiale nei confronti del decimo Imam, anche Mutawakkil, come uno dei suoi maledetti predecessori, decise di costringere l’Imam alla presenza nella sua corte, in modo da poter metterlo ad una sorta di arresto domiciliare a vita.

Non per questo però, l’Imam manca ai suoi doveri di guida del mondo islamico. Durante il suo lungo Imamato emergono nuove correnti tra gli sciiti per via delle circostanze storiche, correnti che giocheranno un ruolo assai pericoloso durante il primo periodo del dodicesimo Imam. L’Imam Hadi(AS) però riesce a guidare ideologicamente la società anche tramite discorsi e spiegazioni indirette.

L’assenza di un contatto diretto tra l’Imam e i suoi seguaci accresce infatti il ruolo religioso e politico della wikala (l’obiettivo principale della wikala era quello di raccogliere il khums, la zakat e altre donazioni per l’Imam da parte dei suoi seguaci) e quindi gli agenti dell’Imam guadagnarono maggiore autorità nella gestione degli affari amministrativi. Gradualmente la guida della wikala divenne la sola autorità che poteva determinare e provare la legittimità del nuovo Imam. Già l’Imam Jawad (AS) aveva consegnato il suo testamento riguardante la sua successione al capo degli agenti della wikala Muhammad Ibn al-Faraj, dicendogli che nel caso fosse morto avrebbe dovuto prendere gli ordini da al-Hadi (AS).

Gradualmente gli agenti dell’Imam acquisirono sempre più esperienza nell’organizzazione e nell’amministrazione degli affari inerenti alla distribuzione della decima e delle altre donazioni ai bisognosi. Diverse narrazioni dicono che gli agenti divisero i loro seguaci in quattro gruppi separati in base all’area di appartenenza. Il primo includeva Bagdad, Mada’in, Sawad e Kufa, il secondo Basra e Ahwaz, il terzo Qom e Hamedan, e il quarto l’Hijaz, lo Yemen e l’Egitto. Ogni zona veniva affidata ad un agente indipendente sotto al quale venivano nominati altri agenti locali. Il lavoro attraverso questo sistema può essere osservato nelle lettere mandate da al-Hadi (AS) riguardo l’amministrazione dell’organizzazione. In una lettera ai suoi agenti di Bagdad, Mada’in e Kufa, al-Hadi (AS) scrive:

 “O Ayyub Ibn Nuh, ordino di tagliare le relazioni tra te e Abu ‘Ali. Entrambi dovrete impegnarvi in ciò che vi è stato affidato e ordinato di fare nelle vostre aree. Se così farete sarete in grado di gestire i vostri affari senza il bisogno di consultarmi. […] O Ayyub, ti sto ordinando di non ricevere niente dalla gente di Bagdad e Mada’in e di non dare a nessuno tra loro il permesso di contattarmi. Se qualcuno ti porta materiale proveniente dall’esterno della tua zona, digli di consegnarlo all’agente nella sua area. O Abu ‘Ali, ti sto ordinando di seguire quello che ho ordinato ad Ayyub”.

Tale sistema salvò l’organizzazione da un’inevitabile danno dovuto alla politica spietata di al-Mutawakkil nel 235 dell'Egira. Allo stesso modo fu salva dagli attacchi del califfo al-Musta’in nel 248 dell'Egira.

Se oggi del vero Islam rimane qualcosa, e l’Islam non è solo quello dei califfi, dei re malvagi e delle tirannia, lo dobbiamo anche all’opera inestimabile dell’Imam Hadi(as). Le sue affermazioni sul vero Islam, le sue spiegazioni date sull’ideologia islamica, il suo modello di stabilire contatti con la gente, anche se fosse perennemente in prigione, è un modello di vita per tutte le generazioni di musulmani e soprattutto parte del patrimonio religioso dell’Ahlul Bait(la pace sia con loro), l’immacolata famiglia del profeta dell’Islam. Ancora condoglianze a tutti fratelli e sorelle musulmani per il martirio dell’Imam Hadi (AS). Speriamo che Dio ci dia la fortuna di poter essere autentici seguaci degli insegnamenti di queste nobili guide.