Muharram, l’obiettivo delle cerimonie di lutto
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- La discussione precedente sulla filosofia del sacrificio di Husayn ci aiuta nel delineare l’obiettivo degli ‘Azadari (cerimonie di lutto) che sono stati raccomandati dagli Imam dell’Ahlu ‘l-Bayt che vennero dopo Husayn. L’obiettivo degli ‘Azadari non può essere differente dall’obiettivo del sacrificio di Husayn.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Set 06, 2019 16:56 Europe/Rome
  • Muharram, l’obiettivo delle cerimonie di lutto

- La discussione precedente sulla filosofia del sacrificio di Husayn ci aiuta nel delineare l’obiettivo degli ‘Azadari (cerimonie di lutto) che sono stati raccomandati dagli Imam dell’Ahlu ‘l-Bayt che vennero dopo Husayn. L’obiettivo degli ‘Azadari non può essere differente dall’obiettivo del sacrificio di Husayn.

Noi abbiamo mostrato il principale obiettivo del sacrificio di Husayn a Karbala. Questo stesso obiettivo deve essere la meta degli ‘Azadari. Possiamo quindi dire che l’obiettivo degli ‘Azadari è:

–     riformare costantemente noi stessi e la nostra società dal bene al meglio e dal meglio alle forme migliori rispettando i più importanti principi dell’Islam conosciuti come ordinare il bene (amr bi l’-ma’ruf) e proibire il male (nahi ‘anil ‘l-munkar).

–     apprendere e seguire la vita del Profeta (S) come preservata e insegnata dall’Imam ‘Ali bin Abi Talib e dagli altri Imam.

Nel complesso, l’istituzione degli ‘azadari è stata la spina dorsale della comunità sciita nell’educare i suoi membri riguardo la loro religione. L’immensa partecipazione emotiva che gli Sciiti provano per i martiri di Karbala opera come magnete nel trainarli verso i majlis e altre cerimonie di ‘azadari. L’esperienza ha mostrato che nei programmi di lutto per Husayn gli organizzatori non devono uscire per promuoverli o avvisare la gente a partecipare. L’amore che gli Sciiti hanno per i martiri di Karbala li spinge in simili programmi. La storia è leggermente diversa quando gli stessi organizzatori devono organizzare una lezione o un programma accademico, anche se la lezione è di un ‘alim o sapiente molto eminente.

L’attaccamento psicologico ed emotivo che gli Sciiti hanno per gli ‘azadari dell’Imam Husayn (A) è uno strumento davvero prezioso ed importante per implementare gli obiettivi degli ‘azadari sopra delineati. La storia degli Sciiti in diverse parti del mondo dimostrerà il fatto che gli ‘azadari sono stati il più importante mezzo di educazione religiosa di massa.

Conteggiare il valore degli ‘azadari in termini di dollari è il risultato dell’ignorare gli aspetti psicologici ed emotivi. Sono convinto che ogni tentativo di eliminare i programmi di ‘azadari, e convogliare il loro tempo ed energia ad altri aspetti – ad esempio lavori caritatevoli o accademici – è destinato al fallimento e non sarà così produttivo. Invece di assumere simile negativa attitudine, il presente scrittore crede che i passi devono esser intrapresi per migliorare la produttività e qualità dell’istituzione di ‘azadari. L’istituzione di ‘azadari è simile alla scuola, e se vi è un problema in esso il giusto approccio è allora quello di riformare la scuola, non di eliminarla.

Gli organizzatori, i partecipanti e, prima di tutto, gli oratori, devono focalizzarsi sui propositi degli ‘azadari stessi: 1) riformare la comunità ordinando il bene e proibendo il male; 2) seguire l’Islam di Muhammad (S) come preservato da ‘Ali (A). I nostri majalis, i nostri nawha e marsina (poesie di lutto), e i nostri matam (lamenti) devono tutti condurci – intellettualmente, spiritualmente ed emotivamente – verso questi due obiettivi. Solo allora saremo capaci di trarre il massimo dall’istituzione di ‘azadari, e adempiere al nostro patto con l’Imam Husayn che “se fossimo stati a Karbala con te, avremmo sacrificato anche le nostre vite”.

 .

NOTE

1)     Questo avvenimento è stato citato sull’autorità di Shaykh as-Saduq e Shaykh at-Tusi da Shaykh ‘Abbas al-Qummi, “Nafasu’l-Mahmum” (Tehran: M.I, 1368 AH [solare]), pag. 7. Cfr. anche il suo “Muntaha’l-Amal”.

2)     La battaglia di Badr ebbe luogo il 2 A.H.; fu la prima guerra tra i miscredenti di Mecca ed i Musulmani di Medina. I miscredenti di Mecca erano guidati da ‘Atba bin Rabi’ah, il bisnonno di Yazid. ‘Atba fu ucciso da Hamzah (lo zio del Profeta) ed il figlio di ‘Atba da ‘Ali bin Abi Talib.

3)     Sibt ibn al-Jawzi, Tadhkiratu Khawasi ‘l-Ummah, p. 261; at-Tabari, Ta’rikh, vol. 3, p. 2174.

4)     Sibt ibn al-Jawzi, Tadhkiratu Khawasi’l-Ummah, p. 291.

 

di Seyyed Muhammad Rizvi