L’esegesi del Corano - 2a p.
Per quanto concerne i teologi, i filosofi e gli interioristi si potrebbe muovere un’unica critica. Essi infatti hanno interpretato e interpretano il sacro Corano in base ad un loro pregiudizio, dottrinale, intellettuale o interiore.
Quello che hanno fatto non è stato tafsir (esegesi) ma tatbiq (applicazione), poiché hanno applicato i loro criteri nello spiegare i versetti divini senza tenere in considerazione i criteri delineati dal Corano stesso. Si tratta dunque di una contrapposizione tra volere umano e volere divino. Detto questo, siamo coscienti del fatto che non tutte le personalità che sono state definite teologi, filosofi o interioristi siano necessariamente soggetti a questa critica.
L’ultima corrente esegetica che qui vogliamo menzionare è quella che ritiene le tradizioni del nobile Profeta e della sua Ahl al-Bayt, su di loro la pace e le benedizioni di Allah, come l’unica autorità in grado di poter introdurre a spiegare il sacro Corano a chiunque altro. In linea teorica non ci sarebbero problemi con questo sistema se non per il fatto che anche in questo caso ci sono diverse tradizioni riportate su autorità dell’Ahl al-Bayt che non soddisfano i criteri formali di autenticità e validità, che suddividono le tradizioni in sahih (autentiche), mu’athaq (affidabili), hasan (buone) e da’if (deboli). A questa critica alcuni dotti rispondono dicendo che l’Ahl al-Bayt stessa ci ha esposto il criterio per l’accettazione e l’autenticazione delle tradizioni e che esso non debba necessariamente accordarsi con i criteri formali.[1] Per esempio essi hanno esortato i credenti a confrontare le loro tradizioni con il sacro Corano, accettare quelle che ad esso si conformano e rigettare quelle che lo contraddicono. Secondo questa prospettiva, le tradizioni autentiche dell’Ahl al-Bayt sarebbero quelle che testimoniano la verità coranica, a conferma del fatto che il Corano è “l’Imam silente” (al-Imam al-Samit) e l’Imam “il Corano parlante” (al-Qur’an al-Natiq), individuando così la realtà elevata e celeste del sacro Corano e dell’Imam intesi nei termini più profondi.
Comunque sia, tra i metodi noti, affidabili e sicuri per l’esegesi del sacro Corano possiamo annoverare l’interpretazione del significato apparente dei termini e delle espressioni (tafsir bi-zawahir al-Qur’an) e il l’interpretazione dei versetti attraverso altri versetti coranici (tafsir Qur’an bil-Qur’an). La legittimità di queste due ultime metodologie esegetiche menzionate risiede nell’autorità del sacro Corano stesso in cui è detto: “Abbiamo fatto scendere su di te il Libro come spiegazione di ogni cosa, guida, misericordia e lieta novella per i musulmani” (16:89). Se il sacro Corano vi è la spiegazione per ogni cosa, in esso dovrà per forza trovarsi anche la spiegazione di sé stesso. A rafforzare quest’idea possiamo citare anche il versetto seguente: “O uomini! Vi è giunta una prova da parte del vostro Signore. E abbiamo fatto scendere su di voi una luce manifesta” (4:174).
All’infuori del sacro Corano, le tradizioni mutawatir del Profeta e dell’Ahl al-Bayt possono essere considerate come un valido strumento di interpretazione della parola di Allah. A tal riguardo si noti che il grado di validità delle tradizioni mutawatir differisce da quello delle altre poiché una tradizione mutawatir è un documento che è stato riportato da un numero così elevato di catene di trasmissione da confutare una qualsiasi e possibile fabbricazione o debolezza.
Infine è opportuno citare anche un’ulteriore possibilità per interpretare il sacro Corano ossia quella di attingere direttamente dai Quattordici Purissimi [2] i quali si svelano, in sogno o da svegli, a coloro che hanno purificato il proprio cuore e raggiunto un livello particolare di sincerità e devozione. Ovviamente non tutti possono accedere a questo tipo di benedizione speciale, e ciò che viene spiegato nelle suddette circostanze a chi appartiene a questa élite non può essere una prova anche per chi non vi appartiene. Ciò significa che il contenuto o l’indicazione ricevuta direttamente da un Purissimo rimarrà un segreto tra i due che solo Allah conosce, a meno che Egli non vi voglia coinvolgere altre persone degne di ciò. Da quanto detto, è chiaro che quest’ultimo metodo di esegesi coranica sia tra i più sicuri seppur intimo e personale.
NOTE
[1] Si noti che questo criterio viene comunque accettato in materia di diritto (fiqh). Per la legittimità dell’autenticazione delle tradizioni nel diritto si consulti un testo di giurisprudenza islamica come “Durus fi ’ilm al-usul” dell’Ayatullah Muhammad Baqir Sadr o “Kifaya al-Usul” dell’Akhund Muhammad Kazim Khurasani.
[2] Il nobile Profeta Muhammad, sua figlia Fatima Zahra e i dodici Imam dell’Ahl al-Bayt, su tutti loro la pace e le benedizioni di Allah.
Fonte: http://islamshia.org/lesegesi-del-corano/
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