Islam, aspetti spirituali dell’Hajj - 2a P.
Traduzione della Tradizione Al-Sayyid ʿAbd Allah, nipote di al-Muḥaddith al-Jazāʾirī, dice in Sharḥ al-Nukbah: “Ho trovato questa tradizione mursal in diverse fonti, le più autentiche delle quali erano scritte per mano di alcuni sapienti nostri contemporanei”:
Quando il nostro mawla [l’Imam] Zayn al-ʿĀbidīn (A) era di ritorno dal Pellegrinaggio (Hajj), [un pellegrino chiamato] al-Al-Shiblī si avvicinò per riceverlo.
L’Imam (A) gli chiese: “O Al-Shiblī , hai realizzato il Pellegrinaggio?”
– “Si, o figlio dell’Inviato di Dio!”
– “Sei giunto al Miqat, hai tolto i tuoi vestiti cuciti e realizzato il ghusl (l’abluzione rituale maggiore)?”
– “Si”, rispose Al-Shiblī.
– “Quando sei giunto al Miqat, eri consapevole di toglierti gli abiti della disobbedienza ed indossare quelli dell’obbedienza [a Dio]?”
– “No.”
– “E quando hai rimosso i tuoi abiti cuciti, intendevi rimuovere l’ostentazione (riya), l’ipocrisia (nifaq) e astenersi dalle cose su cui vi è il dubbio (che siano lecite)?”
– “No.”
– “E quando hai realizzato il ghusl (l’abluzione rituale maggiore), intendevi purificarti dai tuoi errori e peccati?”
– “No.”
– “Allora non sei passato per il Miqat, non ti sei spogliato dei tuoi vestiti cuciti, né hai realizzato il ghusl,” disse l’Imam (A).
Poi chiese: “Hai purificato te stesso, sei entrato nello stato di ihram (stato di consacrazione al Pellegrinaggio) e formulato l’intenzione per l’Hajj?”
– “Si.”
– “Mentre lo facevi, intendevi volgerti a Dio attraverso la luce del pentimento (tawba), ritornando a Lui sinceramente e purificando la tua anima dai peccati e dalle bassezze?”
– “No.”
– “E quando sei entrato in stato di ihram, intendevi proibirti tutto ciò che Dio, l’Altissimo, ha proibito per sempre?”
– “No.”
– “E quando hai fatto il patto (ahd) dell’Hajj, intendevi rimuovere ogni legame con altri che Dio e sottometterti solamente al patto formulato con Lui?”
– “No.”
– L’Imam (A) gli disse: “Allora non hai purificato te stesso, non sei entrato in stato di ihram, né hai prestato il patto dell’Hajj.”
L’Imam (A) gli chiese poi: “Sei entrato al Miqat, hai realizzato due raka’at di Preghiera di ihram e pronunciato (lo dhikr) ‘Labbaik’?”
– “Si”, rispose Al-Shiblī.
– L’Imam (A) chiese: “E quando sei entrato al Miqat, lo facevi con l’obiettivo di una visita [spirituale]?”
– “No.”
– “E quando hai offerto due raka’at di Preghiera, intendevi avvicinarti ad Dio attraverso la migliore delle azioni e la più grande virtù dei (Suoi) servi, che è la salah (Preghiera rituale)?”
– “No.”
– “E quando hai pronunciato la talbiyah (la formula rituale che si recita durante il Pellegrinaggio), la tua intenzione era quella di aprire la tua bocca solo nella perfettamente obbedienza a Dio e chiuderla ad ogni peccato?”
– “No.”
– “Allora non sei entrato al Miqat, non hai realizzato le tue Preghiere, né hai pronunciato la talbiyah.”
Poi l’Imam (A) gli chiese: “Sei entrato nell’Haram, visto la Ka’bah e offerto le Preghiere?”
– “Si.”
– “Quando sei entrato nell’Haram, intendevi proibirti la maldicenza e l’offesa verso ogni musulmano?”
– “No.”
– “E quando hai raggiunto Makkah, la tua intenzione era quella di avvicinarsi a Dio?”
– “No.”
– “Allora non sei entrato nell’Haram, non hai visto la Ka’bah, né offerto le tue preghiere.”
– Poi l’Imam (A) chiese: “Hai fatto il Tawaf (la circumbulazione intorno alla Ka’bah), toccato i suoi angoli e realizzato il sa’ì (la corsa rituale tra Safa e Marwah)?”
– “Si.”
– “Mentre realizzavi il sa’ì, la tua intenzione era rifugiarti in Dio il Conoscitore dei segreti, dei pensieri e delle intenzioni?”
– “No.”
– “Allora non hai realizzato il Tawaf, non hai toccato le pareti della Ka’ba né hai fatto sa’ì.”
– L’Imam proseguì: “Al-Shiblī, hai toccato la pietra nera, ti sei fermato al Maqam Ibrahim (A) e realizzato due raka’at di Preghiera?”
– “Si”.
Ascoltando ciò l’Imam levò un grido come se stesse abbandonando questo mondo e poi disse:
– “Ahi, Ahi! In verità toccare la Pietra Nera è come dare la mano a Dio, l’Altissimo! Per tanto attento a non trasgredire questo patto di somma importanza e sporcare la tua mano con l’impurità dei peccati di cui sono impuri i peccatori.”
Poi l’Imam chiese: “Quando ti trovavi nel Maqam Ibrahim, avevi l’intenzione da quel momento in avanti di essere obbediente al Creatore e voltare le spalle ad ogni atto di disobbedienza?”
– “No”, rispose.
– “Nel realizzare la Preghiera presso questo luogo eri cosciente che stavi realizzando la Preghiera del Profeta Ibrahim e che attraverso essa stavi sconfiggendo Satana?”
– “No.”
– “Allora non hai toccato la pietra nera, né sei stato nel Maqam Ibrahim, né hai realizzato la Preghiera.” Poi l’Imam chiese: “Ti sei forse diretto al pozzo di Zam-Zaman e hai bevuto dalla sua acqua?”
– “Si”, rispose Shiblí.
– “Mentre la bevevi, avevi l’intenzione di obbedire pienamente a Dio e di chiudere i tuoi occhi alla totalità dei peccati?”
– “No.”
– “Allora non ti sei diretto al pozzo, né hai bevuto della sua acqua. Hai corso tra le colline di Safa e Marwa?”
– “Si.”
– “Nel farlo, sapevi che ti trovavi tra il timore e la speranza (nei confronti di Dio)?”
– “No.”
– “Allora non hai corso tra le due colline. Ti sei forse recato da Mecca verso Mina?”
– “Si.”
– “Nel percorrere il tragitto avevi l’intenzione di mettere al riparo il tuo prossimo dalla tua lingua, dal tuo cuore e dalla tua mano?”
– “No.”
– “In questo caso, non sei andato a Mina!”
Poi l’Imam chiese: “Sei stato ad Arafah, ti sei recato sul Jabal al-Rahma (la Montagna della Misericordia), hai riconosciuto la valle di Namarat (montagna che si considera appartenente a Arafat) e presso al-Mil e Jamarat hai conversato (munajat) con Dio?”
– “Si”, fu la risposta.
– “E durante la tua permanenza ad Arafah, hai compreso che ogni scienza e sapienza appartiene a Dio, e che il tuo destino e il computo delle tue azioni si trovano nelle Sue mani e che Lui conosce i segreti del tuo cuore?”
– “No.”
– “Nello scalare Jabal al-Rahma, sapevi che Dio è misericordioso verso ogni uomo e donna credente, ed è Egli a guidarli e sostenerli?”
– “No” fu la risposta.
– “Mentre eri a Namarat, hai formulato l’intenzione di non ordinare ad altri ciò che tu non faresti e di non vietare qualcosa che tu faresti?”
– “No.”
– “E durante la tua permanenza presso Alam e Namarat (segni dell’Haram che si trovano nella montagna di Namarat), sapevi che entrambi sono testimoni dei tuoi doveri e che insieme agli Angeli guardiani ti stavano proteggendo?”
– “No.”
– “Allora non sei stato a Arafat, non hai scalato la Montagna della Misericordia, non hai conosciuto Namarat, né parlato con Dio.”
Poi l’Imam chiese: “Sei passato forse tra i Due Segni (Al-Alamain), offerto prima due raka’at di Preghiera, camminato per Muzdalifah, raccolto le pietre e fatto ingresso nel Ma’sharul Haram?”
– “Si”, rispose Al-Shiblī.
– “Nel realizzare la Preghiera, sapevi che si trattava di una preghiera di ringraziamento che si compie nella notte del decimo giorno, che facilita le difficoltà e riporta serenità e tranquillità?”
– “No.”
– “E nel passare tra questi Due Segni, sei stato attento a non volgere il tuo corpo verso sinistra o destra e avevi l’intenzione di non deviare mai dalla religione divina per voltarti a destra o sinistra, né con il tuo cuore, né con la lingua o qualsiasi altro dei tuoi organi?”
– “No.”
– “Quando camminavi per Muzdalifah e raccoglievi le pietre, avevi l’intenzione di allontanarti dai peccati e dall’ignoranza e ottenere la conoscenza e realizzare buone opere?”
– “No.”
– “Nel fare ingresso nel Ma’sharul Haram, avevi l’intenzione di far assaporare al tuo cuore il motto della Gente della Taqwa e del timore di Dio?”
– “No.”
– “Allora non sei passato per i Due Segni, né hai pregato, né camminato per Muzdalifah, né hai raccolto le pietre, né sei entrato Ma’sharul Haram.”
– “E quando sei giunto a Mina, hai lanciato le pietre, tagliato i tuoi capelli, sacrificato [un agnello], compiuto la Preghiera nella moschea di Khif e al ritorno a Mecca realizzato il Tawaf?”
– “Si.”
– “E quando eri a Mina e hai lanciato le pietre, sapevi di aver raggiunto il tuo obiettivo e che Dio ha esaudito le tue richieste?”
– “No.”
– “E nel tagliarti i capelli, eri cosciente che dovevi rimanere puro da ogni malvagità e ingiustizia verso il prossimo ed astenerti dai peccati e impurità come il giorno in cui sei nato?”
– “No”, disse Al-Shiblī .
– “Nel realizzare la Preghiera nella moschea di Khif sapevi che non dovevi temere alcuno e riporre speranza in altri che il tuo Signore?”
– “No.”
– “E nel sacrificio [dell’agnello], sapevi che stavi uccidendo la tua avarizia e stavi seguendo la Tradizione di Abramo (A), che voleva sacrificare suo figlio Ismaele (A), frutto del suo cuore e tranquillità della sua anima [per adempiere all’ordine d Dio]?”
– “No.”
– “Dimmi, Al-Shiblī, al tuo ritorno a Mecca e nel momento di fare il Tawaf, sapevi che eri tornato ad obbedire Dio, che ti eri avvicinato a Lui, che eri Suo amico e che avevi adempiuto ai tuoi doveri?”
– “No.”
– “Allora non sei andato a Mina, non hai lanciato le pietre, né tagliato i tuoi capelli, né hai sacrificato un animale. Non hai pregato, né realizzato il Tawaf, né ti sei avvicinato a Dio. Torna a Mecca perché, in realtà, non hai realizzato l’Hajj (Pellegrinaggio).”
Ascoltando queste parole Al-Shiblī iniziò a piangere per la sua negligenza e colpa e per aver perso tutto le benedizioni, influenze spirituali e segreti preziosi contenuti nell’Hajj e da quel giorno fino all’arrivo del periodo successivo del Pellegrinaggio si impegnò nell’acquisizione della conoscenza dei segreti dello Hajj e l’anno successivo, con una conoscenza profonda e un credo saldo, ha compiuto i riti dell’Hajj.
Fonte: http://islamshia.org/gli-aspetti-spirituali-dellhajj-limam-zayn-al-%ca%bfabidin-a-e-al-shibli/
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