Grande Sohrevardi, fondatore della filosofia Eshraq
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Oggi si commemora l'anniversario della nasciata di un grande filosofo e mistico iraniano ovvero  Sceicco Ishraq Sohrevardi,  il fondatore di Filosofia Ishraq 
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Lug 29, 2020 06:32 Europe/Rome
  • Grande Sohrevardi, fondatore  della filosofia Eshraq

Oggi si commemora l'anniversario della nasciata di un grande filosofo e mistico iraniano ovvero  Sceicco Ishraq Sohrevardi,  il fondatore di Filosofia Ishraq 

"Shahab ad-Din Yahya ibn Habash Sohrevardi (1154-1191) è stato un filosofo persiano e fondatore della teosofia orientale o filosofia illuminazionista o illuminativa, una forma di Filosofia islamica. Il suo nome significa "abitante di Sohrevard", o "colui che viene da Sohrevard".

Nacque nel 549 dell'Egira (1155 dell'era cristiana) in un piccolo paese dell'antico impero dei Medi, Sohrevard, nel nord-ovest della Persia. Partì molto giovane per studiare a Maragha, presso lo shaykh Majd al-Din Jili che si occupò anche dell'istruzione di un altro filosofo, al-Razi. Sohravardi proseguì gli studi a Isfahan sotto Omar ibn Shalan al-Sawâj nella cerchia di filosofi "ellenici", vicini al pensiero di Avicenna. A seguito di una crisi religiosa provocata dalla visione estatica di Aristotele, si avvicinò al sufismo nel tentativo di praticare al contempo l'esperienza mistica (tâ'âlloh) e la conoscenza filosofica (bath). Adottò uno stile di vita itinerante, frequentò le khanqa ("conventi" sufi), assisté spesso alle loro sessioni di danza e di musica (sama'i), che lui stesso apprezzò e raccomandò per raggiungere l'estasi.

Il suo biografo Shahrazuri riporta che alla fine della sua vita il filosofo non interrompeva il suo digiuno che una sola volta alla settimana. Shahrazurî insiste anche sull'indifferenza per il vestiario, per gli onori, le apparenze del maestro che possono rievocare alcune correnti di pensiero malamati.

Pare che Sohrawardi si affezionò particolarmente all'area del Diyar Bakr, nell'Alta Mesopotamia, dove soggiornò a lungo. Fu benvoluto da principi e sovrani turkmeni, soprattutto da 'Imad al-Dîn Qara Arslan, sovrano del Kharpout, al quale dedicò il suo Libro delle Tavolette. Tuttavia, l'esercizio della sua influenza politica sui principi Ayyubidi e sul figlio di Saladino, al-Malik al-Zahir Ghazi, Emiro di Aleppo, gli costarono la condanna della comunità e la sua esecuzione capitale per ordine del sultano Saladino, motivo del suo laqab Maqtūl, "Ucciso".

L'originalità e la saggezza dell'Ishraq fondata da Sohravardi consiste nell'unificazione e sintesi dell'eredità zoroastriana con la filosofia platonica e la rivelazione islamica. L'"Oriente" descritto dalla sua "Saggezza orientale" è infatti un Oriente "interiore", il simbolo di una Luce di Conoscenza, che è oblio e allontanamento di questa conoscenza nelle tenebre della materia.

Sebbene includa la filosofia peripatetica e gli sviluppi ispirati da Ibn Sina (Avicenna), la filosofia illuminativa di Sohravardi critica diverse posizioni prese da quest'ultimo, e si discosta radicalmente nell'uso di un linguaggio simbolico innestato principalmente nell'antica saggezza persiana, in cui convivono elementi comuni alle diverse culture del Vicino ed Estremo Oriente, grazie al quale Sohravardi sviluppa una ḥikmat al-ishrāq - concetto di difficile traduzione dal momento che Ishrāq significa in arabo "levar del Sole all'alba", e questa "saggezza", che il filosofo non pretende di inventare ma piuttosto invita a richiamare e a restaurare, è paragonabile a un Sole interiore che rischiara intellettualmente e spiritualmente, e ci fa godere della Verità.

L'elemento fondamentale della filosofia di Sohravardi è la Luce, pura e immateriale, sorgente di tutte le altre manifestazioni, che si svelano man mano che questa Luce declina la sua intensità; mediante un'interazione complessa, queste luci provocano tutt'intorno una rifrazione di raggi luminosi orizzontali, paragonabili alle Forme platoniche che presiedono alle specie del mondo terrestre.

Ogni anno l'8 mordad, quinto mese del calendario iraniano che coincide col 29 luglio, viene commemorato questo grande pensatore e mistico iraniano.  

 

 

 

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