I militari americani preparano la guerra contro il Venezuela
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(Pars Today Italian) – Gli Stati Uniti sono pronti a risolvere la crisi del Venezuela. Donald Trump ha detto di non escludere ritorsioni militari nel caso in cui il presidente Maduro continui a imporre un sistema autoritario sulla popolazione.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Set 20, 2017 13:11 Europe/Rome
  • I militari americani preparano la guerra contro il Venezuela

(Pars Today Italian) – Gli Stati Uniti sono pronti a risolvere la crisi del Venezuela. Donald Trump ha detto di non escludere ritorsioni militari nel caso in cui il presidente Maduro continui a imporre un sistema autoritario sulla popolazione.

Lo stesso Maduro è stato descritto da Trump come il “nuovo Hitler” della politica internazionale. La decisione di non accettare più dollari come valuta di scambio da parte del Venezuela potrebbe essere il punto di non ritorno del Paese caraibico. Lo strappo decisivo e definitivo con Washington. Questo perché gli Stati Uniti temono un eventuale effetto a catena. Altri Paesi potrebbero infatti seguire l’esempio venezuelano rifiutare il dollaro. Uno scenario che taglierebbe le gambe all’economia americana. Gli Stati Uniti tuttavia non si fanno trovare impreparati. Soprattutto se si tratta di questioni così geograficamente vicine a loro. La situazione venezuelana e dell’America Latina in generale è infatti strettamente sorvegliata da un preciso corpo militare americano. Lo United States Southern Command. Si tratta di uno dei nove corpi di combattimento unificati posti sotto la direzione del Dipartimento della Difesa Americano. La natura di questo U.S. Southern Command appare bizzarra già dalla simbologia. Nel logo ufficiale l’aquila imperiale americana campeggia infatti centralmente e con ali aperte sovrasta quella che è una riproduzione in scala dell’America Latina e dei Caraibi. Un simbolo emblematico che pare voler ricordare alle popolazioni latine chi è il vero padrone del loro continente. Dietrologie a parte, questo corpo militare ha ufficialmente il compito di cooperare con i Ministeri della Difesa dei Paesi alleati al fine di garantire pace, sicurezza e sviluppo nella regione. E fin qua nulla di strano. Sembrerebbe il più classico strumento di soft power creato dagli Stati Uniti. Tuttavia è possibile rintracciare dal linguaggio utilizzato da alcuni esponenti del corpo militare una certa dose di aggressività, ingiustificata rispetto al semplice compito di cooperazione cui dovrebbe far fede. In una nota indirizzata al Comitato senatoriale delle Forze Armate, l’Ammiraglio Kurt Tidd del U.S. Southern Command elencava quelle che, secondo lui, erano le principali minacce alla stabilità regionale. Bolivia e Venezuela vengono apertamente citate nel documento come fonte di instabilità e insicurezza. In particolare per il Venezuela viene detto che “la crescente crisi umanitaria in Venezuela potrebbe eventualmente richiedere una risposta regionale”. Tenuto conto che a dire ciò è un corpo militare, diventa inutile chiedersi a che tipo di risposta si faccia riferimento. Ecco che da semplice strumento di cooperazione il SouthComm può diventare qualcosa di più. di Michele Crudelini