Libia, inviato Onu: essenziale che processo politico progredisca
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(Pars Today Italian) – L’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, ha invitato oggi i leader libici a far avanzare il processo politico nel Paese per tenere elezioni “il prima possibile”.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
May 21, 2018 14:06 Europe/Rome
  • Libia, inviato Onu: essenziale che processo politico progredisca

(Pars Today Italian) – L’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, ha invitato oggi i leader libici a far avanzare il processo politico nel Paese per tenere elezioni “il prima possibile”.

“È essenziale che il processo politico progredisca”, ha detto Salamé durante un collegamento video con i 15 membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu, senza dare alcuna indicazione su un calendario elettorale. “Mentre le elezioni dovrebbero essere tenute al più presto, sono necessarie le giuste condizioni, con un nuovo ciclo di registrazione degli elettori, un impegno a rispettare i risultati, e accordi finanziari e di sicurezza”, ha aggiunto. Salamé ha lamentato il fatto che “le opinioni libiche divergono radicalmente” sul progetto di nuova Costituzione. “Mentre alcuni difendono direttamente l’organizzazione di un referendum, altri non sono d’accordo con il testo e chiedono emendamenti”. Alcuni spingono per un “ritorno alla Costituzione precedente o rivendicano garanzie specifiche, assicurando che altrimenti si opporranno categoricamente all’organizzazione di un referendum”, ha affermato ancora l’inviato dell’Onu. Salamé si è impegnato a presentare delle proposte per un referendum o elezioni nazionali in una prossima riunione con il Consiglio di sicurezza, contando ancora su un voto nel 2018. “Lo status quo non è accettabile e ora tocca agli attori politici libici rispettare la volontà popolare che è favorevole alle elezioni”, ha sottolineato da parte sua l’ambasciatore francese, François Delattre. “I leader libici devono impegnarsi nel processo elettorale e rispettare la volontà del popolo libico”, ha detto invece il suo omologo statunitense, Nikki Haley. “Dal 2012, gli Stati Uniti hanno donato oltre 32 milioni di dollari per preparare le elezioni e scrivere una nuova Costituzione”, ha ricordato la diplomatica statunitense, sollecitando altri donatori a fare la loro parte. Dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia ha faticato a riprendersi e rimane lacerata da lotte di potere, minata da insicurezza cronica. È guidata da due autorità rivali: a Tripoli dal governo di unità nazionale (GNA) sostenuto dalla comunità internazionale, e ad Est da un gabinetto parallelo sostenuto dall’Esercito nazionale libico (NLA), del generale Khalifa Haftar.