Azerbaigian: nuovi orizzonti per soluzione conflitto Nagorno Karabakh
BAKU (Pars Today Italian) – I recenti incontri ad altissimo livello, l'ultimo a Davos il 23 gennaio, tra il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev e il primo ministro armeno Nikola Pashinyan "danno speranza e nuovi orizzonti per una soluzione del conflitto" del Nagorno Karabakh: lo ha dichiarato Leila Abdullayeva, portavoce del ministero degli Affari esteri azerbaigiano, incontrando a Baku la stampa italiana.
Difficile aspettarsi soluzioni a breve per un conflitto più che ventennale, a poco più di due anni dalla "guerra dei quattro giorni" che a maggio 2016 tornò ad infiammare il territorio occupato, con 36 militari armeni e 5 azeri uccisi. Ma anche se si tratta di incontri informali, come evidenzia Abdullayeva, i segnali di disgelo ci sono. L'obiettivo per Baku resta quello del ritiro delle truppe armene dall'altopiano del Karabakh e dai sette distretti azeri occupati con la guerra del 1992-1994: il 20% circa del territorio dell'Azerbaigian, all'epoca appena diventato indipendente dopo la fine dell'URSS. "La strada è molto lunga e difficile", dice la portavoce, ma qualcosa si sta muovendo e con il cambio di governo a Erevan è scattata una serie di contatti e colloqui, salutati dalla Comunità Internazionale. "Gli scambi negli ultimi mesi tra il primo ministro della Repubblica di Armenia, Nikol Pashinyan, e il presidente della Repubblica di Azerbiagian, Ilham Aliyev, come pure gli incontri dei ministri degli Esteri sotto l'egida dei co-presidenti del Gruppo di Minsk dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) (...) inviano un positivo segnale di progresso verso una soluzione pacifica del conflitto del Nagorno-Karabakh", ha dichiarato l'Unione europea in un recente comunicato. Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha a sua volta apprezzato l'incontro di Parigi e i propositi, da entrambe le parti, di procedere ad azioni concrete per creare le basi per una svolta pacificatrice. I ministri degli Esteri dei due Paesi hanno tenuto colloqui anche a Milano in occasione del vertice Osce di inizio dicembre, dove per la prima volta è stata adottata una dichiarazione congiunta. Per febbraio è atteso un altro incontro. Abdullayeva ha sottolineato come il governo di Baku consideri di estrema importanza, innanzitutto, ricostruire le relazioni tra le due comunità del Nagorno Karabakh, passo necessario per affrontare la soluzione del 'ritorno' reclamato da Baku: "ci sono oltre 1 milione di rifugiati e profughi azerbaigiani dal Nagorno Karabakh e dagli altri territori occupati e tra di loro i giovani non ricordano oggi l'amicizia che c'era tra azeri e armeni" prima della guerra.