Brexit, Javid: “Possibile uscire senza accordo”
(Pars Today Italian) – A esattamente un mese di distanza dall’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, il partito conservatore inglese sta tenendo a Manchester la sua convention annuale.
Diversi sono stati i temi che i principali esponenti politici del partito di governo si sono trovati ad affrontare, dai servizi pubblici alle infrastrutture, dall’economia alla crescita.Tuttavia, ad aver maggiormente attirato l’attenzione è stato il discorso del cancelliere del Regno Unito, Sajid Javid, il quale, intervistato dal Guardian prima del suo intervento, ha confermato le intenzioni del premier, Boris Johnson, di raggiungere un accordo con l’UE, ma di essere determinato a uscire dal blocco comunitario entro il 31 ottobre, con o senza accordo, nonostante l’esistenza della legge che di fatto impedisce l’abbandono dell’UE senza aver prima concordato un accordo di recesso con Bruxelles. Ciò vuol dire, ha sottolineato il Guardian, che secondo quanto affermato da Javid, il governo ha un piano per raggirare la legge approvata dal Parlamento inglese lo scorso 9 settembre, la quale prevede che il primo ministro avrà tempo fino al 19 ottobre, ovvero 2 giorni dopo il vertice con l’Unione, per raggiungere un accordo con l’UE e farlo approvare dal Parlamento inglese o, in alternativa, ottenere il consenso dei deputati sull’uscita senza un accordo. Nel caso in cui ciò non avvenga entro il 19 ottobre, il premier dovrà a quel punto chiedere a Bruxelles un’estensione della scadenza per l’abbandono da parte del Regno Unito del blocco comunitario, prorogandola al 31 gennaio 2020, sempre se l’Unione non propone una data alternativa. In caso contrario, il premier avrà 2 giorni di tempo per accettare la nuova scadenza, che però potrà nel frattempo essere rigettata dai membri del Parlamento. Parallelamente, Javid ha altresì rivelato l’esistenza di un piano del governo in grado di fronteggiare le conseguenze dell’eventuale uscita dal blocco comunitario senza un accordo di recesso. Nello specifico, Javid ha dichiarato che “in caso di mancato accordo, vi sarà una risposta significativa in materia di politica economica”. Tale politica, ha reso noto Javid, verrà formulata “senza dubbio” dalla “Banca d’Inghilterra per quel che concerne la politica monetaria di risposta”, mentre lo stesso Javid “penserà alla politica fiscale”. Tale concetto è stato al centro dell’intervento di Javid alla convention annuale del partito conservatore inglese. Il discorso del cancelliere inglese si è aperto ribadendo che, accordo o non accordo, il Regno Unito uscità in ogni caso dall’UE allo scadere dei prossimi 31 giorni. Per tale ragione, Javid ha sottolineato che “prepararsi all’uscita in caso di mancato accordo non è soltanto un gesto responsabile, ma anche il miglior modo di riuscire a raggiungere un accordo”. Inoltre, ha aggiunto il cancelliere, ciò farà sì che “accordo o non accordo, il Regno Unito sarà pronto” anche perché, a detta di Javid, “i rischi che possono scaturire dal non portare a termine la Brexit sono maggiori dei rischi della stessa Brexit”. Con tali premesse, il cancelliere ha in seguito annunciato la prima novità politica del governo di Johnson, la quale, ha annunciato Javid, è tesa a migliorare il valore del salario minimo, ovvero la paga oraria minima che i lavoratori possono ricevere, attualmente ammontante a 8.21 pound. Tale misura porterà beneficio a circa 4 milioni di persone, le quali vedranno il proprio salario minimo aumentare del 6% entro il 2024. Parallelamente, verrà abbassata l’età minima per beneficiare di tale politica, inizialmente diretta verso i lavoratori di età superiore a 25 anni. A partire dal 2021, la politica verrà indirizzata ai lavoratori di almeno 23 anni, per poi arrivare a coinvolgere i 21enni nel 2024. L’annuncio del cancelliere, un momento ricorrente delle convention annuali dei partiti di governo del Regno Unito, è stato percepito dall’opposizione, nella persona del cancelliere-ombra, John McDonnel, quale un “tentativo patetico di recuperare consensi” e che “non prenderà in giro nessuno”. Di fronte alla novità politica presentata da Javid, inoltre, il partito laburista ha altresì annunciato che nel momento in cui andrà al potere, “il salario minimo verrà portato a 10 pound e riguarderà, entro il 2024, i lavoratori di almeno 16 anni”. Nel frattempo, nel corso della conferenza del partito conservatore è stato dato spazio anche ad altri 4 argomenti. Il primo tema ad essere dibattuto nella prima giornata di lavori del summit è stato quello dei servizi pubblici. A tale riguardo, sono intervenuti sono stati il Segretario per la Salute, Matt Hancock, il Segretario al lavoro, nonché Segretario al Tesoro, Rishi Sunak. La seconda sessione della conferenza annuale è stata dedicata al tema del “salire di livello”. In tale sessione hanno preso la parola il Segretario all’istruzione, Gavin Williamson, il sottosegretario alle politiche abitative, Esther McVey, e il sottosegretario all’imprenditoria e all’industria, Nadim Zahawi. A seguire, nella sessione dedicata all’economia, sono intervenuti il segretario per le imprese e l’industria, Andrea Leadsom, il segretario all’Ambiente, Kwasi Kwarteng, e il suo sottosegretario, Zac Goldsmith. Infine, la giornata si è chiusa con una sessione dedicata alle infrastrutture, la quale ha visto la partecipazione del Segretario alla Cultura, Nicky Morgan, del Segretario ai Trasporti, Grant Shapps e del Segretario per le politiche abitative, Robert Jenrick. Il Regno Unito ha assunto l’impegno di lasciare l’UE entro il 31 ottobre rinegoziando l’accordo precedentemente raggiunto tra Buxelles e l’ex premier, Theresa May, il quale era stato respinto per tre volte dai legislatori, oppure andando via senza aver concordato un accordo di recesso. Lunedì 9 settembre, però il Parlamento aveva ottenuto l’approvazione della regina sul disegno di legge che di fatto vieta l’uscita dall’UE senza un accordo. A causare lo stallo è la clausola sul Backstop, il quale era stato negoziato dall’ex premier, Theresa May, e prevede che la Gran Bretagna rimanga in un’unione doganale temporanea con l’UE dopo la Brexit, fino a soluzione migliore. Tale clausola impedirebbe il ritorno di un confine duro in Irlanda, unica frontiera terrestre tra Gran Bretagna e UE, misura duramente contrastata da Johnson in quanto renderebbe il Regno Unito dipendente dall’UE.