Trump annuncia la sospensione dell’immigrazione negli USA
(Pars Today Italian) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha reso noto che firmerà un ordine esecutivo per sospendere temporaneamente l’immigrazione nel Paese, affermando che deve proteggere i lavori statunitensi in un momento in cui il coronavirus sta devastando l’economia.
La decisione è stata annunciata con un post su Twitter pubblicato la notte del 20 aprile. “Alla luce dell’attacco del nemico invisibile, nonché della necessità di proteggere i lavori dei nostri grandi cittadini americani, firmerò un ordine esecutivo per sospendere temporaneamente l’immigrazione negli Stati Uniti”, si legge nel post. Tuttavia, il presidente non ha fornito ulteriori dettagli su quali programmi di immigrazione potrebbero essere interessati dall’ordine esecutivo. La Casa Bianca non ha ancora elaborato l’annuncio di Trump. Lo sviluppo è l’ultimo di una serie di mosse che reprimono l’immigrazione negli Stati Uniti mentre il coronavirus si diffonde nel Paese. Gli USA registrano il più alto numero al mondo di casi confermati di COVID19, con oltre 42.000 decessi e 774.000 infezioni, al 20 aprile. Trump aveva già annunciato che gli Stati Uniti avrebbero rapidamente rimpatriato tutti i migranti che hanno tentato di attraversare il Paese dal Messico e dal Canada. Il presidente ha sottolineato che i migranti che attraversano il confine minacciano di peggiorare la situazione sanitaria nel Paese. La decisione resa nota il 20 aprile ha suscitato una rapida condanna da parte di alcuni rappresentanti democratici, che hanno accusato il presidente di creare una distrazione da quella che considerano una risposta lenta e piena di errori alla pandemia di coronavirus. A livello nazione, Trump è sotto attacco da parte di numerosi critici per aver sottostimato la gravità del virus, che negli Stati Uniti ha già causato il decesso di 24.000 persone, secondo i dati aggiornati al 20 aprile. Non solo, la CNN ha dettagliato ben 50 dichiarazioni false del presidente dal 2 all’8 marzo, quindi 21 false dichiarazioni dal 9 al 15 marzo. Di queste 71 false affermazioni, 33 erano correlate al coronavirus. Secondo i critici del presidente statunitense la Casa Bianca ha sottostimato l’entità della crisi, sopravvalutato la disponibilità di test, incolpato il suo predecessore, Barak Obama, senza basi fattuali. Non solo, quando gli Stati Uniti avevano già registrato oltre 35.000 contagi e 495 morti, il presidente degli USA ha messo in dubbio la durata delle misure di auto-isolamento imposte dal governo statunitense, il 16 marzo, poichè temeva l’impatto economico di queste ultime. “Non possiamo permettere che la cura sia peggio del problema stesso”, aveva scritto in un post su Twitter. Trump, in tale contesto, aveva suggerito la possibilità di alleggerire le misure contro il virus, dopo soli 15 giorni, per permettere di riavviare l’economia. Tuttavia, realisticamente, tale possibilità è stata esclusa e le misure sono state rinnovate.