Afghanistan: 7 membri delle forze armate uccisi dai talebani
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(Pars Today Italian) – Almeno 7 agenti delle forze afghane sono stati uccisi in un attacco talebano nella provincia di Logar, nella notte tra il 25 e il 26 aprile.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Apr 27, 2020 14:27 Europe/Rome
  • Afghanistan: 7 membri delle forze armate uccisi dai talebani

(Pars Today Italian) – Almeno 7 agenti delle forze afghane sono stati uccisi in un attacco talebano nella provincia di Logar, nella notte tra il 25 e il 26 aprile.

L’attacco è avvenuto nel distretto di Barak-e-Barak della provincia di Logar, quando i talebani hanno attaccato un checkpoint delle forze di sicurezza, secondo quanto ha riferito Rahimuddin Amin, ex governatore di Barak-e-Barak, al quotidiano locale ToloNews. Tuttavia, i funzionari di sicurezza locali non hanno ancora commentato l’attacco. Gli anziani della tribù locale, invece, hanno confermato che 7 membri delle forze armate afghane sono stati uccisi e hanno aggiunto che i talebani ne hanno catturati altri 4. I talebani hanno immediatamente rivendicato la responsabilità dell’attacco. L’assalto arriva dopo che talebani hanno respinto una richiesta del governo afghano di concordare un cessate il fuoco per il mese sacro del Ramadan, affermando che una tregua non sarebbe “razionale” in questo momento. Il presidente, Ashraf Ghani, aveva lanciato appello al gruppo armato islamista, chiedendo di deporre le armi durante il Ramadan, iniziato il 24 aprile, per consentire alle autorità di concentrarsi sulla lotta alla pandemia di coronavirus. In un tweet pubblicato la sera del 23 aprile, il portavoce talebano, Suhail Shaheen, ha risposto che un cessate il fuoco sarebbe stato possibile solo se il processo di pace fosse stato attuato “pienamente”. “Chiedere una tregua non è razionale e convincente”, ha scritto Shaheen. Citando disaccordi sul processo di pace e il ritardo nello scambio di prigionieri come motivi per continuare a combattere, il portavoce talebano ha accusato il governo di Kabul di mettere a rischio la vita dei detenuti, a causa della pandemia. L’Afghanistan, al 24 aprile, ha registrato più di 1.300 casi di virus, ma gli esperti sanitari sostengono che il numero potrebbe essere più elevato in quanto i test sono limitati. In tale contesto, altri 55 prigionieri talebani sono stati rilasciati, il 22 aprile, da 9 diverse province afghane, secondo quanto ha riferito l’Ufficio del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Il rilascio dei prigionieri talebani fa parte dell’accordo tra Stati Uniti e talebani firmato a Doha il 29 febbraio. Questo prevede il ritiro delle truppe statunitensi, la cessazione delle ostilità e l’avvio di un dialogo intra-afghano. Al momento, il governo afghano ha accettato di rilasciare 1.500 prigionieri talebani, anziché i 5.000 inizialmente previsti dall’intesa. La questione del rilascio dei prigionieri ha rappresentato un grave ostacolo al già gravoso processo di pace afghano. In tale contesto, tuttavia, gli USA hanno iniziato a ritirare le loro truppe dall’Afghanistan il 10 marzo, a seguito dello storico accordo con i talebani. Il ritiro delle forze armate statunitensi dopo 19 anni di guerra è sempre stato uno degli obiettivi della politica estera dell’attuale capo della Casa Bianca, Donald Trump. Le truppe americane hanno condotto nel Paese due missioni, una insieme alla NATO nota come “Resolute Support”, volta all’addestramento e al sostegno delle truppe afgane e una indipendente di lotta al terrorismo, nota come “Sentinella della Libertà”.