Turchia-Cipro: Erdogan chiede una soluzione giusta e permanente sull’isola
(Pars Today Italian) –– Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, il 20 luglio, in occasione del 46º anniversario dell’operazione di pace della Turchia a Cipro, ha chiesto una soluzione “giusta e permanente” alla controversia sull’isola.
“Una soluzione equa e permanente su Cipro è possibile solo con l’accettazione della parità di status per i turco-ciprioti”, ha riportato una dichiarazione scritta del presidente turco, la quale ha altresì specificato che i greco-ciprioti devono riconoscere l’uguaglianza politica dei turco-ciprioti, e i propri pari diritti sulle risorse naturali dell’isola senza alcun indugio. Ogni anno la Repubblica turca di Cipro del Nord (TRNC) celebra il 20 luglio come Giornata della Pace e della Libertà per commemorare l’operazione, un intervento militare su larga scala, effettuata per proteggere i turco-ciprioti dalla violenza che ha colpito l’isola nel 1974. Ancora oggi, Cipro è divisa in un governo turco-cipriota nel Nord, e l’amministrazione greco-cipriota nel Sud, dopo un colpo di stato militare del 1974 volto alla sua annessione da parte della Grecia. In tale quadro, la Turchia è intervenuta militarmente per fermare le persecuzioni e le violenze contro i turco-ciprioti da parte degli ultra-nazionalisti greco-ciprioti. In occasione della commemorazione, Erdogan si è congratulato con i turco-ciprioti, “che alla fine ha eliminato il tentativo di danneggiare la legge, la libertà e l’esistenza dei turco-ciprioti, i comproprietari dell’isola”. “Questa operazione ha mostrato al mondo cosa possono rischiare i turco-ciprioti quando i loro diritti fondamentali vengono violati, la loro libertà è minacciata e la loro presenza e sopravvivenza sono destinate ad essere danneggiate”, ha riferito il presidente di Ankara. “I turco-ciprioti… stanno lottando per l’uguaglianza per più di 50 anni… hanno combattuto nonostante ogni tipo di pressione e minacce, e hanno rivendicato i loro diritti e la libertà”, ha aggiunto. A detta di Erdogan, la Turchia continuerà ad essere la loro garanzia di pace, benessere e stabilità. “Come sempre, la Turchia farà ogni sforzo per proteggere i diritti dei turco-ciprioti e lo stato di diritto. Ricordo i nostri santi martiri che hanno sacrificato la loro vita nella lotta per la liberazione, e i nostri veterani con gratitudine e rispetto. Formulo i miei migliori auguri per la pace, il benessere e la felicità dei nostri fratelli e sorelle nel TRNC”, ha notato il presidente. Le relazioni tra Turchia e Cipro sono caratterizzate da un clima di tensione, soprattutto per quanto riguarda le rivendicazioni di Ankara, ritenute illecite da Nicosia, in merito ai propri diritti in alcune aree del Mediterraneo orientale, dove, il 3 maggio 2019, il governo turco ha avviato, illecitamente secondo la comunità internazionale, le proprie attività di trivellazione. A detta dei vertici turchi, tali azioni giungono in difesa degli interessi dei turco-ciprioti. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, le acque territoriali di un Paese si estendono per 12 miglia nautiche fino al mare, ma la propria Zona Economica Esclusiva (EEZ), dove lo Stato può rivendicare diritti di pesca, estrazione mineraria e trivellazione, si può estendere di altri 200 miglia. Quando la distanza marittima tra due Paesi è inferiore a 424 miglia, essi devono stabilire una linea di demarcazione concordata tra le rispettive Zone Economiche Esclusive. Tuttavia, la Turchia non ha firmato la Convenzione poiché, a detta di Ankara, il documento concede diritti significativi ai territori insulari, la quale invece rivendica diritti basati sulla propria piattaforma continentale, una prospettiva che limita gravemente i diritti ciprioti.
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