Gelo tra Mosca e l'Alleanza atlantica
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(Pars Today Italian) – Continuano le frizioni tra la NATO e la Russia sui numerosi spostamenti e posizionamenti militari nell’Europa dell’est.
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Giu 23, 2016 14:02 Europe/Rome
  • Gelo tra Mosca e l'Alleanza atlantica

(Pars Today Italian) – Continuano le frizioni tra la NATO e la Russia sui numerosi spostamenti e posizionamenti militari nell’Europa dell’est.

Dal 7 al 17 giugno la NATO ha condotto sedici esercitazioni nominate “Anaconda” sul territorio polacco, a cui hanno partecipato più di 31000 uomini provenienti da 24 stati membri. Stando alle dichiarazioni di figure di alto rilievo interne all’ambiente dell'Alleanza Atlantica, il maggior timore degli stati membri è la capacità russa nel collocare, in maniera rapida ed efficace, un numero così elevato di truppe al confine con Paesi facenti parte dell’Alleanza e con l’Ucraina. Le esercitazioni militari russe iniziate dal momento dell’annessione della Crimea nel 2014 continuano a suscitare polemiche. L’Alleanza atlantica interpreta le decisioni strategiche del governo di Putin come una vera e propria minaccia all’integrità territoriale dei paesi confinanti la Russia. Allo stesso tempo, l’amministrazione russa percepisce la NATO – e le sue manovre militari – come un aggressore da cui diffidare. Il caso della Russia rimarrà sull’agenda politica dell’alleanza anche durante il summit di Varsavia del prossimo mese. Nel frattempo, la NATO sta pianificando un’iniziativa finalizzata allo schieramento di circa 4000 uomini da spartire tra la Polonia e gli stati baltici dell’Estonia, la Lituania, e la Lettonia. Il Generale delle truppe americane in Europa, Ben Hodges, ha lanciato una proposta per la creazione di un’area Schengen militare che faciliti i movimenti delle forze armate della NATO all’interno del vecchio continente al fine di poter eguagliare l’efficacia delle truppe russe. Durante un momento storico delicato in cui la sicurezza europea è profondamente minacciata dal terrorismo islamico, e la stabilità politica del Medio Oriente e dell’Africa del Nord rimane un’assoluta priorità, gli Stati Uniti d’America e l’Europa non riescono – per interessi personali o per una politica estera miope – a rafforzare la cooperazione con la Russia. L’aria che si respira è simile a quella della Guerra Fredda, una guerra che diversi storici non considerano mai realmente terminata. Invece di dialogare si continua ad alimentare la tensione tra Paesi che dovrebbero essere alleati. Il gioco del Risiko è ricominciato. di Claudio Pasquini Peruzzi