Le contraddizioni dell'Arabia Saudita, sospesa tra modernità e conservatorismo
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RIYADH (Pars Today Italian) – L'Arabia Saudita cambia direzione.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Set 21, 2016 16:48 Europe/Rome
  • Le contraddizioni dell'Arabia Saudita, sospesa tra modernità e conservatorismo

RIYADH (Pars Today Italian) – L'Arabia Saudita cambia direzione.

E lo fa tramite un piano di diversificazione economica che propone di distogliere le entrate Saudite dall'unica risorsa su cui si è fondata la storia moderna del paese: il petrolio. Il progetto, chiamato Vision 2030 e descritto in un recente report dell'agenzia di consulenza McKinsey “Saudi Arabia beyond oil: The investment and productivity transformation”, prevede la vendita del 5 per cento della Saudi Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi che gestisce la quasi totalità dei giacimenti del regno e di gran lunga il leader mondiale nel settore, in modo da alimentare i circa 4mila miliardi di dollari necessari come investimento per raggiungere il cambiamento entro l'anno 2030. “Se anche vendessimo solo l'1 per cento di Saudi Aramco sarebbe la più grande offerta pubblica iniziale della storia”. Queste le parole di Mohammad bin Salman Al Saud, vice principe ereditario dell'Arabia Saudita, secondo vice primo ministro e ministro della Difesa appartenente alla famiglia reale Al Saud. Il piano di Riyadh prevede di raddoppiare il Pil del regno tramite la creazione di 6 milioni di posti di lavoro e di poter così partecipare ai mercati esteri slegati dal modello economico strettamente regolato dal governo e dipendente dal prezzo e dalla disponibilità del petrolio. Non appena il progetto Vision 2030 è entrato in vigore il rinnovamento è stato imposto dalla famiglia reale con i primi investimenti immediati. Ma esiste un problema: è chiaro che per raggiungere tali ambiziosi obiettivi il cambiamento dovrà divenire effettivo a livello economico ma soprattutto a livello culturale. Quando non si hanno problemi di fondi, è il cambiamento di mentalità dei sauditi che diventa una priorità e l'ostacolo più alto da superare. L'Arabia Saudita è un paese islamico ultraconservatore con leggi rigorosissime che lo rendono uno dei peggiori regimi al mondo, come spesso documentato da Amnesty International e molte altre agenzie che si occupano di diritti umani. Bisogna però ammettere che la famiglia Al Saud si è dimostrata parzialmente illuminata negli ultimi anni, per esempio offrendo, a partire dal 2005, circa 200.000 borse di studio per studiare all'estero, creando un'opportunità non banale di integrazione coi valori occidentali per la futura classe dirigente del paese.

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