Putin: «Con questa Casa Bianca il dialogo è impossibile»
https://parstoday.ir/it/news/uncategorised-i49813-putin_con_questa_casa_bianca_il_dialogo_è_impossibile
MOSCA (Pars Today Italian) – Isolare la Russia?
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Ott 12, 2016 18:41 Europe/Rome
  • Putin: «Con questa Casa Bianca il dialogo è impossibile»

MOSCA (Pars Today Italian) – Isolare la Russia?

«Come si fa a isolare un Paese simile? Non hanno abbastanza mezzi e benzina, per circondare tutti i nostri confini!». È con una risposta ironica che Vladimir Putin, intervenuto mercoledì a un Forum di imprenditori, è andato all’attacco a tutto campo, dalla politica all’economia, dando la propria versione di quanto è avvenuto da quando, un mese fa, è fallito l’accordo per la Siria raggiunto con gli americani: facendo rapidamente precipitare i rapporti tra Mosca e Washington, e poi tra Mosca e l’Europa, in una spirale ad alto rischio di cui la Russia, spiega Putin, non è però responsabile. «Ho già detto cento volte che noi siamo pronti a cercare dei compromessi, e vorremmo che anche i partner si riferissero così a noi». «Rossiia zaviot!», la Russia chiama: è il nome dell’Investment Forum che si è aperto mercoledì a Mosca, voluto otto anni fa dall’allora presidente Dmitrij Medvedev per «creare le condizioni che consentano alle compagnie russe di lavorare con successo sui mercati globali e alle multinazionali di investire in Russia». La Russia “chiama”:  all’origine di tutto, guardando almeno le cose dal punto di vista di Mosca, è l’eterna aspirazione a essere collocati sullo stesso piano degli Stati Uniti. Che, ha detto il presidente russo al Forum, devono comportarsi con la Russia «come partner» che rispettano gli interessi reciproci, e non a suon di diktat: a questa condizione il dialogo è possibile. «Anche noi siamo preoccupati per il peggioramento delle relazioni russo-americane - ha detto Putin - ma non è una scelta nostra, non abbiamo mai voluto arrivare a questo. Al contrario, vogliamo avere relazioni amichevoli con un Paese così grande, come gli Usa, che guida l’economia mondiale». Ma con l’attuale amministrazione americana il dialogo è complicato. Anzi, ha detto Putin, di fatto «non esiste». E se da Washington la Casa Bianca fa sapere che risponderà in modo «appropriato» alle interferenze di Mosca, accusata formalmente di aver lanciato gli attacchi informatici contro il Partito democratico per influenzarne la campagna elettorale, Putin risponde che lo scandalo non è nell’interesse della Russia: è piuttosto un’«isteria» voluta per distrarre gli elettori americani: «Tutti parlano di chi lo ha fatto - ha detto Putin - ma è così importante? La cosa più importante è il contenuto delle informazioni (rivelate dagli hacker, ndr)». «Il problema n. 1 della campagna elettorale americana è la Russia - ha ironizzato Putin -. Continuano a parlare di noi. Certo è piacevole, ma fino a un certo punto», perché la retorica anti-russa «avvelena le relazioni bilaterali». A proposito delle sanzioni imposte alla Russia da americani ed europei a causa della questione ucraina, Putin ha ammesso il danno che arrecano all’economia russa, in particolare sul fronte delle tecnologie. «Ripetiamo spesso come un mantra - ha detto il presidente russo - che le cosiddette “famigerate” sanzioni non incidono troppo su di noi. Incidono. la minaccia più grande riguarda le limitazioni nella trasmissione di tecnologie». E il danno non ricade soltanto sull’economia russa, «ma sull’economia mondiale nel suo complesso». Ma ormai la discussione sulle sanzioni alla Russia si sta spostando dal fronte ucraino a quello siriano: sanzioni evocate da più parti, in Francia o in Gran Bretagna, per i «crimini di guerra» compiuti contro la popolazione di Aleppo. Su questo fronte, Putin ha affermato che Stati Uniti ed Europa attribuiscono ingiustamente alla Russia la responsabilità del fallimento della tregua in Siria. Il bombardamento del convoglio umanitario alle porte di Aleppo, ha detto Putin, è da ascrivere non ai russi o agli alleati siriani ma a gruppi estremisti. «È stata un’organizzazione terrorista - ha detto Putin -. E noi sappiamo che gli americani lo sanno, ma preferiscono assumere una posizione diversa e lanciare accuse contro la Russia». Accanto a loro, anche la Francia contribuisce ad aumentare la tensione. La risoluzione presentata da Parigi all’Onu la settimana scorsa, per chiedere di fermare i bombardamenti su Aleppo, per Putin in realtà è stata una manovra «per infiammare l’isteria anti-russa nei media da loro controllati», poiché i francesi sapevano che i russi avrebbero posto il veto. Lo scontro diplomatico ha portato, mercoledì, all’annullamento della visita di Putin a Parigi, prevista per il 19 ottobre prossimo. di Antonella Scott