Eurogruppo alla ricerca di una difficile intesa sulla Grecia
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BRUXELLES (Pars Today Italian) – La riunione di oggi dei ministri delle Finanze dell’unione monetaria a Bruxelles rischia di terminare nella migliore delle ipotesi con «un pre-accordo» sulla Grecia.
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Feb 20, 2017 18:35 Europe/Rome
  • Eurogruppo alla ricerca di una difficile intesa sulla Grecia

BRUXELLES (Pars Today Italian) – La riunione di oggi dei ministri delle Finanze dell’unione monetaria a Bruxelles rischia di terminare nella migliore delle ipotesi con «un pre-accordo» sulla Grecia.

Le attuali trattative tra la Grecia e i suoi creditori, che dovrebbero permettere l’esborso di nuovi prestiti finanziari al paese mediterraneo, vanno infatti drammaticamente a rilento. La perdurante crisi minaccia dunque di avvelenare il clima delle prossime delicatissime elezioni politiche in alcuni paesi della zona euro. In origine, l’obiettivo dei governi era di chiudere la seconda revisione del terzo programma di aiuti entro la prossima settimana, in modo da evitare che la questione greca inquinasse il voto olandese del 15 marzo. Così avrebbe voluto il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ministro delle Finanze olandese. Nei giorni scorsi, parlando alla stampa, un esponente comunitario ha invece ammesso che «nella migliore delle ipotesi» oggi potrebbe esserci solo «un pre-accordo». La partita rimane terribilmente complicata. Alla Grecia, che ha ottenuto nell’agosto del 2015 un terzo programma di aiuti del valore di 85 miliardi di euro, è stata chiesto all’inizio del mese di adottare misure per assicurare il raggiungimento di ambiziosi obiettivi di finanza pubblica. La richiesta è giunta dai creditori in modo da ottenere che il Fondo monetario internazionale possa tornare a partecipare al piano di salvataggio finanziario. Tra le richieste, un nuovo taglio alle pensioni, e un ampliamento della base imponibile; in tutto un piano di risanamento pari al 2% del prodotto interno lordo. Il governo Tsipras si è per ora rifiutato di accettare le impopolari richieste dei suoi creditori. Il Fondo chiede un debito greco sostenibile (oggi è pari a circa il 180% del Pil) per partecipare al programma di aiuti, ed è pronto a una ristrutturazione del passivo. I partner europei della Grecia sono contrari a questa ipotesi radicale. I creditori quindi si sono accordati su un nuovo pacchetto di misure economiche che, come detto, la Grecia respinge. Da un punto di vista finanziario, non c’è troppa fretta. Di denaro fresco, Atene ha bisogno soprattutto in luglio, quando verranno a scadere un pacchetto di obbligazioni pubbliche. C’è fretta, tuttavia, per via del calendario politico. Oltre al voto olandese del 15 marzo, si vota alle presidenziali francesi il 23 aprile e il 7 maggio, e poi il 24 settembre in Germania. La vicenda è una minacciosa arma nelle mani dei partiti più radicali ed euroscettici. I governi vogliono evitare di essere attaccati sulla questione greca in campagna elettorale e vorrebbero chiudere la partita il più presto possibile. Atene ne è consapevole, e sta cercando di strappare quanto possibile dai suoi creditori, stretti fra la necessità di ottenere un accordo stringente e la preoccupazione di eventuali elezioni anticipate, come minacciato dal governo Tsipras. In questo senso, il negoziato è segnato da ricatti sui due fronti e da interessi divergenti. Un pre-accordo oggi permetterebbe ai rappresentanti dei creditori di tornare ad Atene per finalizzare l’intesa. Dell’annoso tema Grecia parleranno mercoledì a Berlino la direttrice generale dell’Fmi Christine Lagarde e la cancelliera Angela Merkel, che in marzo e in maggio sarà chiamata ad affrontare prime prove elettorali nel Saarland, nel Nord-Reno Vestfalia e nello Schleswig-Holstein. di Beda Romano