Turchia, il presidente di Amnesty dovrà restare in carcere
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SMIRNE (Pars Today Italian) – Il tribunale di Smirne ha disposto che Taner Kilic, presidente di Amnesty International in Turchia, debba restare in carcere. Kilic è accusato di appartenenza al movimento di Fethullah Gulen, considerato da Ankara l'ideatore del fallito golpe del luglio 2016.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ott 26, 2017 13:44 Europe/Rome
  • Turchia, il presidente di Amnesty dovrà restare in carcere

SMIRNE (Pars Today Italian) – Il tribunale di Smirne ha disposto che Taner Kilic, presidente di Amnesty International in Turchia, debba restare in carcere. Kilic è accusato di appartenenza al movimento di Fethullah Gulen, considerato da Ankara l'ideatore del fallito golpe del luglio 2016.

Kilic era anche sotto processo a Istanbul nel quadro di un procedimento nel quale è accusato assieme ad altri dieci attivisti per i diritti umani di attività terroristiche. Il tribunale di Smirne ha deciso di tenere Kilic dietro le sbarre "in dispregio a qualisasi giustizia e a qualsiasi logica", ha dichiarato su Twitter Andrew Gardner, attivista di Amnesty International in Turchia. Il tribunale di Smirne ha deciso ugualmente di abbinare questo processo con quello che si è aperto ieri a Istanbul e la cui prossima udienza è prevista il 22 novembre. Oggi Kilic ha respinto le accuse a suo carico, definendole "astratte" e ha affermato invece di essere sotto processo unicamente per le sue "attività per Amnesty". Arrestato a giugno, Kilic è accusato di appartenere a una "organizzazione terroristica armata", vale a dire quella di Gulen. Kilic è accusato di aver fatto ricorso alla app di messaggeria criptata ByLock, considerata da Ankara come lo strumento privilegiato dei golpisti. Inoltre è accusato di possedere un conto in una banca, la Bank Asya, legata all'organizzazione di Gulen.