Yemen, Amnesty International denuncia la vendita di armi all’Arabia Saudita
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Nel suo ultimo rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo l'organizzazione dedica un focus a questo conflitto dimenticato dai media. Necessaria una maggiore pressione su governi e aziende che fanno affari con gli Stati della coalizione sunnita.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Gen 18, 2019 17:14 Europe/Rome
  • Yemen, Amnesty International denuncia la vendita di armi all’Arabia Saudita

Nel suo ultimo rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo l'organizzazione dedica un focus a questo conflitto dimenticato dai media. Necessaria una maggiore pressione su governi e aziende che fanno affari con gli Stati della coalizione sunnita.

Amnesty International torna a lanciare l’allarme sulla situazione in Yemen, dove dal 2015 è in corso una guerra dimenticata dai media internazionali. L’organizzazione dedica un focus a questo conflitto nel suo ultimo dossier intitolato La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019.

Amnesty International punta il dito in particolare contro quei Paesi che continuano a fornire armi e pezzi di ricambio per veicoli militari agli eserciti degli Stati della coalizione sunnita – Bahrein, Egitto, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi e Arabia Saudita  –  impegnati in questa guerra contro i ribelli sciiti Houthi.

“La Finlandia ha autorizzato nuove licenze per l’invio di pezzi di ricambio per veicoli negli Emirati Arabi Uniti. Nonostante le precedenti promesse della coalizione di governo, la Germania ha autorizzato nuove vendite di equipaggiamento militare all’Arabia Saudita – si legge nel rapporto – La situazione in Spagna è ancora più contraddittoria. Otto giorni dopo aver annunciato la cancellazione della vendita di bombe, il governo spagnolo ha fatto marcia indietro in seguito alle forti pressioni interne e da parte dell’Arabia Saudita. […] Gli Usa e il Regno Unito, i due principali fornitori di armi, si sono mostrati decisi, non soltanto a fornire l’attrezzatura utilizzata per bombardare la popolazione e distruggere le infrastrutture civili ma anche a garantire il loro fondamentale supporto tecnico-logistico all’aviazione militare saudita”.

In Yemen il conflitto in corso da quasi quattro anni ha causato decine di migliaia di morti tra i civili e una gravissima carestia che sta provocando vittime, specialmente bambini. Nel dossier Amnesty International fa “pressione su governi e aziende” e sollecita gli Stati a “rispettare i loro obblighi, sanciti dal Trattato sul commercio delle armi, e a sospendere qualsiasi fornitura di armi, munizioni, tecnologia e assistenza militare impiegata nel conflitto nello Yemen”, usando “la loro influenza in quanto attori chiave nella regione per spingere le forze della coalizione a rispettare i loro obblighi sanciti dalle norme internazionali sui diritti umani e dal diritto umanitario. In caso contrario, gli Stati rischiano di rendersi complici delle violazioni e dei crimini di guerra compiuti in un conflitto che non ha soltanto ucciso e mutilato decine di migliaia di civili ma che ha anche sfollato milioni di persone e gettato il paese sull’orlo di una catastrofica carestia”.