Arabia Saudita: 122 decapitazioni nella prima metà del 2019
RIAD (pars Today Italian) - L'Organizzazione Europea Saudita per i Diritti Umani (ESRH) ha riferito che l'Arabia Saudita ha ordinato 122 esecuzioni capitali nella prima metà del 2019.
Una notizia che evidentemente poco interessa a quegli stessi media mainstream che invece hanno strepitato per il rapporto fake stilato da Michelle Bachelet contro il Venezuela.
L’organizzazione per i diritti umani ha evidenziato che il numero di esecuzioni è raddoppiato rispetto ai primi sei mesi dell'anno precedente. Nel 2018, l'Arabia Saudita aveva decapitato 55 persone fino al mese di giugno.
"Le condanne a morte compiute a Riyad durante la prima metà del 2019, sono aumentate del 121% rispetto al 2018 (le autorità del paese) non indicano alcun tentativo di ridurle o modificarle", afferma l'Esohr.
L'organizzazione ha riferito che queste misure contro i diritti umani volevano essere camuffate e mascherate dal principe ereditario, Mohamed Bin Salmán, con la sua relazione presentata nell'aprile 2018.
“Il progetto Vision 2030, presentato dal principe ereditario saudita come riforma, è solo una strategia per distogliere l'attenzione dalla profonda repressione, dall'escalation delle esecuzioni e degli abusi contro la società civile saudita", hanno affermato.
Denunciano inoltre che l'Arabia Saudita ha spiegato nei forum internazionali e nelle relazioni ufficiali che esegue le decapitazioni solo per reati gravi, ma la prima metà delle statistiche del 2019 mostra che il discorso di Riyadh è carente di credibilità.