Migranti, Turchia ricatta l'Ue. E la Bulgaria schiera l'esercito
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Ankara- Il presidente dell Turchia, Recep Tayyp Erdogan nei giorni scorsi ha avvertito Bruxelles: le frontiere con Grecia e Bulgaria saranno riaperte a breve se l'accordo non sarà rinegoziato.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Set 18, 2019 00:35 Europe/Rome
  • Migranti, Turchia ricatta l'Ue. E la Bulgaria schiera l'esercito

Ankara- Il presidente dell Turchia, Recep Tayyp Erdogan nei giorni scorsi ha avvertito Bruxelles: le frontiere con Grecia e Bulgaria saranno riaperte a breve se l'accordo non sarà rinegoziato.

Intanto il cordone che per anni ha tenuto chiusi i confini. Da Istanbul il flusso è rincominciato, come un avvertimento. Quest'anno nelle isole greche sono approdati oltre 36mila migranti, contro i 32mila del 2018. Negli hotspot di Lesbo, Samos, Kos e Kios ne sono stipati oltre 20mila. Lo stesso vale per la Bulgaria, dove il "muro" sorto al confine con la Turchia scricchiola sotto i colpi dei quasi mille profughi che sono riusciti a oltrepassare la frontiera aggirando le difese.

L’intesa tra Turchia e Ue su migranti, prevede che tutti i migranti fermati dai turchi e diretti verso i confini dell’Unione Europea vengano riportati in Turchia e per ogni siriano di ritorno in Turchia dalle isole greche, un altro, il cui nome è inserito in una lista d’attesa, ottenga i documenti necessari a venire accolto come rifugiato in Europa.

Finora però sono stati trasferiti in Europa 24.348 siriani (dei quali 8.896 accolti in Germania) dei 3.670.000 che fuggirono in Turchia (350mila sono già rientrati in Siria, nelle zone del nord occupate dalle truppe turche) mentre dalla Grecia sono tornati in Turchia appena 1.904 siriani dal marzo 2016, cui vanno aggiunti altri 600 trasferiti in base ad accordi bilaterali tra Grecia e Turchia.

Il controllo dei flussi migratori a Est, in fondo, è tutto nelle mani di Erdogan. Qualora Istanbul decidesse di aprire i rubinetti, l'Europa rischierebbe uno tsunami simile a quello del 2015. Nei giorni scorsi Erdogan e Angela Merkel si sono sentiti al telefono per evitare una nuova crisi sull'immigrazione. Senza un accordo, a farne le spese saranno Grecia e Bulgaria. E poi tutta l'Europa.