Tragedia Gaza, i palestinesi muoiono senza cure
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GAZA (Pars Today Italian) - Di nuovo la notte scorsa aerei del reime sionista hanno bombardato Gaza. Stanotte torneranno? Può darsi, in fondo è routine. 
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Nov 28, 2019 02:09 Europe/Rome
  • Tragedia Gaza, i palestinesi muoiono senza cure

GAZA (Pars Today Italian) - Di nuovo la notte scorsa aerei del reime sionista hanno bombardato Gaza. Stanotte torneranno? Può darsi, in fondo è routine. 

Improvvisamente la notte scorsa il cielo si è illuminato, prima a ovest di Khan Younis, poi a Rafah, poi verso Gaza city. Perché? Perché da Gaza è partito un razzo, forse due. Ma perché sono partiti quei razzi, peraltro con effetto più simile agli spaventapasseri che ad armi da guerra?

C’è sempre un rapporto causa-effetto quando i razzi partono da Gaza, chiunque li lanci, ma siccome i media, quando ne parlano, saltano la causa, il fatto finisce sempre nella cornice data che porta scritto su ogni lato "il regime occupante ha diritto a difendersi".

In realtà i razzi sono partiti come manifestazione di rabbia, come risposta a un ennesimo crimine catalogabile come crimine contro l’umanità, non solo in termini strettamente giuridici, ma in senso proprio.

Un crimine contro un giovane uomo, noi diremmo un ragazzo di 36 anni, SAMI ABU DIYAK, un prigioniero condannato a morte da un cancro mal curato. Sami è il 222° prigioniero palestinese lasciato morire nelle carceri del regime sionista  dal 1967. Questo significa che in media, nelle carceri del regime occupante , si registrano 4 morti palestinesi ogni anno. Per fame, per malattie non curate, per torture.

Quattro prigionieri l’anno è un primato per uno Stato considerato democratico. Un primato che va ad aggiungersi al numero di bimbi e ragazzini uccisi in diciannove anni, per l’esattezza 2094 fino ad oggi. Ma può darsi che domani il numero vada aggiornato. Un primato che va ad aggiungersi anche al numero impressionante degli arrestati, compresi bimbi di 6 o 7 anni.

Per questo da Gaza sono partiti quei due razzi, a causa della morte in condizioni disumane di SAMI, arrestato diciassette anni fa e malato terminale, curato in ritardo e mal curato secondo fonti palestinesi.

La giornata della rabbia era già stata dichiarata in tutta la Palestina contro gli abusi illegali di Trump che intenderebbe regalare i territori palestinesi ai coloni sionisti  fuorilegge. Poi la notizia della morte in condizioni disumane di Sami ha aggiunto rabbia alla rabbia. In Cisgiordania ci sono state manifestazioni contro l’occupante con altri arresti e ferimenti. Mentre la risposta di Gaza è stata quella di lanciare un paio di razzi oltre la linea dell’assedio.

Regime sionista  uccide palestinesi senza soluzione di continuità e qualcuno si è chiesto perché questo nuovo martire ha creato tanto “rumore”. Ci sembra possibile rispondere che forse è perché la disumanità non ha ancora avuto il sopravvento sul sentire umano, a parte in figure quali Netanyahu, Gantz, Lieberman, Bennet, o le signore Haley e Hotovely vere fabbriche d’odio capaci di ordinare o eseguire stermini o, nel caso delle due signore, l’una non impedita dalla sua veste di ambasciatrice all’Onu e l’altra quale vice premier, si sono espresse sia in passato che recentemente – addirittura contro i bambini palestinesi – come neanche Erode avrebbe fatto.

Ciò che ha ferito i palestinesi e ha aumentato il dolore di questa morte è stata proprio la crudele disumanità delle autorità occupanti che non solo hanno lasciato in solitudine e con cure inadeguate questo malato terminale, ma gli hanno anche impedito l’unica cosa che chiedeva prima di morire, quando i medici gli hanno comunicato che aveva ormai pochi giorni o forse poche ore di vita.

Ogni Stato definito democratico, compresi quelli che hanno la pena capitale nella propria costituzione, concede al condannato a morte di esprimere un ultimo desiderio. Ma regime occupante  fa eccezione anche in questo.

Sami Abu Diyak aveva solo chiesto di poter morire tra le braccia di sua madre, anzi, nella traduzione più precisa delle sue parole aveva chiesto di poter morire in grembo a sua madre.

Non voleva lasciare la vita di fronte a un soldato che forse avrebbe riso della sua morte e del dolore di quella madre lontana dal suo corpo morente.

Ma regime occupante  non conosce pìeta'  umana di fronte a un palestinese, e così lo ha lasciato morire solo come un cane. In realtà noi i cani li rispettiamo e il paragone non rende, possiamo meglio dire che lo ha lasciato morire solo, considerandolo non come un cane ma come è considerato un “palestinese negli occhi di un sionista  che lo odia”. Ma niente scalfisce l’immagine del regime sionista  che, pur facendosi sempre più disumano e razzista, gode ancora dell’appellativo di “democratico”.

Così, da Gaza sono partiti i due razzi e regime occupante  ha mandato i suoi aerei da guerra a seminare macerie e terrore per alcune ore.

Regime occupante  non ce la può fare. Da osservatori esterni, che però conoscono abbastanza e dall’interno la società palestinese, possiamo dire che Israele, se davvero vuole uscire da questo lungo conflitto con i palestinesi ha solo due vie, l’una alternativa all’altra: la prima è quella di lasciarsi condurre verso il rispetto della legalità internazionale per arrivare a una pace in qualche misura giusta.

La seconda strada che regime sionista  ha davanti è quella di ammazzarli tutti. Sì, regime occupante dovrebbe ammazzarli tutti e non avrebbe neanche bisogno di far sparire le tracce del genocidio, perché tanto i suoi complici, sudditi e protettori internazionali non ne chiederebbero conto. Con cinismo chiamato real politik qualcuno potrebbe suggerire proprio questo all' autorita' sionista  “dovreste ammazzarli tutti”.

Ma se neanche gli europei, con superiorità tecnologica e bellica impressionante, sono riusciti a sterminare tutti i nativi americani pur avendo commesso il più grosso genocidio della storia umana, dubitiamo che regime sionista possa farcela con i palestinesi. Certo, dovreste ammazzarli tutti per risolvere il problema e insediarvi pacificamente sulle loro terre. Ma non ce la farete mai.