Siria: esercito, abbatteremo tutti velivoli che violeranno spazio aereo nazionale
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Le unità della contraerea siriana hanno ricevuto l'ordine di aprire il fuoco per distruggere velivoli nemici ostili quando violeranno lo spazio aereo nazionale, si legge in una dichiarazione del comando delle forze armate siriane.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Feb 22, 2020 17:11 Europe/Rome
  • Siria: esercito, abbatteremo tutti velivoli che violeranno spazio aereo nazionale

Le unità della contraerea siriana hanno ricevuto l'ordine di aprire il fuoco per distruggere velivoli nemici ostili quando violeranno lo spazio aereo nazionale, si legge in una dichiarazione del comando delle forze armate siriane.

Qualsiasi aereo che violerà lo spazio aereo siriano sarà considerato come un obiettivo militare nemico che non può trovarsi nei nostri cieli. Sarà tracciato e immediatamente dopo il rilevamento verrà distrutto dopo la violazione del nostro spazio aereo, si afferma nel comunicato. Il comando dell'esercito siriano ha osservato che qualsiasi violazione dello spazio aereo sarà considerata un'aggressione straniera contro la Siria. Le forze di difesa aerea hanno ricevuto ordini per contrastare con tutti i mezzi disponibili, recita la dichiarazione. Il mese scorso l'esercito siriano ha lanciato un'offensiva ad Idlib e Aleppo a seguito degli attacchi terroristici quotidiani nelle zone residenziali. In un mese le forze del presidente Assad sono riuscite a liberare più di 600 chilometri quadrati di territorio, la grande città di Maaret Nuuman e l'autostrada M5 Damasco-Aleppo. Sullo sfondo dell'escalation ad Idlib, Ankara ed alcuni suoi partner accusano Damasco di aver attaccato strutture umanitarie e militari turchi, e Mosca di non aver rispettato gli accordi. La Russia e la Siria hanno ripetutamente risposto sostenendo che la causa dell'instabilità nella regione sono le azioni dei terroristi. In precedenza il presidente siriano Bashar Assad ha annunciato che l'esercito siriano avrebbe continuato a liberare le province di Aleppo e Idlib, a dispetto della reazione di Ankara.